Siamo al giorno dopo il silenzio rumoroso e forse sarebbe il momento dei bilanci ma, francamente, non voglio farne perché ieri non è stato un punto di arrivo ma di partenza.
Il DDL Alfano è ancora li e tutto può accadere in positivo così come in negativo.
Mi sembra, piuttosto, necessario, da parte mia, approfittare del blog per un ringraziamento cumulativo a tutti: a quanti hanno appoggiato con insospettabile condivisione di idee e passione l’iniziativa ed a quanti l’hanno duramente criticata sebbene, mi sia consentito scriverlo con la mia consueta schiettezza, con toni decisamente ineleganti e, in taluni casi, dando vita ad un processo di grave mistificazione della realtà.
Far nomi non mi piace ma Michele Ficara ha pensato bene di far un elenco dei contrari semplificandomi la vita.
A loro, o meglio, anche a loro va il mio convinto ringraziamento: le critiche aiutano a crescere e a far meglio.
C’è però una cosa che ritengo, francamente, inaccettabile: che si continui a raccontare che l’approvazione di un ordine del giorno avrebbe risolto i problemi.
L’ho già scritto e lo ripeto: quando gli On. Palmieri e Malan si sono dichiarati disponibili a procedere in tal senso era il massimo che si potesse fare perché non c’era - o sembrava non esserci - più spazio per emendare il DDL. In quel momento non si poteva che ringraziarli per la sensibilità dimostrata verso le cose della Rete.
La situaizone è poi cambiata e, a quel punto - riaperti i termini per un emendamento - si sarebbe potuto fare di più: loro non l’hanno fatto e qualcun altro si.
Non è una questione politica ma più semplicemente storica: la raccontano gli atti parlamentari.
L’emendamento presentato, d’altro canto, credo sia - parola più parola meno - quello che io stesso postai sul wiki di MCC con l’obiettivo, all’epoca, di consegnarlo prima alla revisione della Rete e poi alle cure dell’On. Palmieri e del Sen. Malan.
Questi i fatti. Il resto è polemica che non mi interessa coltivare oltre.
L’importante - credo per tutti - è che quelle previsioni - se non liberticida almeno scritte male da gente che non conosce la Rete - siano corrette o non introdotte nel nostro ordinamento.
Qualcuno mi ha chiesto cosa ne sarebbe stato del ning Diritto alla Rete dopo il 14 luglio: l’ho già detto ieri in piazza ma vale la pena ripeterlo: attraverso il ning seguiremo passo passo l’evoluzione dei lavori parlamentari sul ddl alfano pronti, naturalmente, a dar atto a chiunque - quale che sia la bandiera sotto la quale lavora - in Senato si farà portatore di una modifica delle norme sull’obbligo di rettifica e poi - ma magari già prima - apriremo, su quelle pagine una consulta permanente sul diritto alla Rete allo scopo di condividere notizie ed informazioni sugli attenatti alle libertà digitali che si consumano ogni giorno e di difenderne le vittime facendo fronte comune, condividendo il problema, l’obiettivo e, auspicabilmente il risultato.
Domani, poi, sulle stesse pagine pubblicheremo una versione 1.0 della Dichiarazione universale dei diritti del cittadino digitale che abbiam letto ieri a piazza navona in modo da poterne poi iniziare a ragionare tutti insieme.
Grazie ancora ad amici e nemici (questi ultimi spero solo in senso ideologico!).





on Lug 15th, 2009 at 11:38 pm
Grazie a te, a voi.
on Lug 16th, 2009 at 1:44 pm
Qui il dossier e il senso della citazione (http://www.francescocosta.net/2009/07/14/i-censori-piu-scemi-del-mondo/), si parlava di volontà del legislatore, di interpretazione univoche e di luciferini intenti censori, per chiarire. Puoi sempre rileggerti Minotti e Quintarelli se ti era sfugge la differenza.
http://www.senato.it/documenti/repository/dossier/studi/2009/Dossier_137.pdf
Non mi pare che nessuno abbia mai detto di non essere favorevole ad una modifica chiarificatrice, il pensiero unico che qualcuno ha voluto veicolare mi è sembrato ben altro.
Che ne dici a sciopero concluso trionfalmente, di proporre al popolo degli scioperanti “consapevoli”, un questionario online che chiede di rispondere su quale la norma e legge il famigerato ddl vuole modificare nello specifico?
on Lug 16th, 2009 at 2:00 pm
Qui il dossier e il senso della citazione (http://www.francescocosta.net/2009/07/14/i-censori-piu-scemi-del-mondo/), si parlava di volontà del legislatore, di interpretazione univoche e di luciferini intenti censori, per chiarire.
http://www.senato.it/documenti/repository/dossier/studi/2009/Dossier_137.pdf
Non mi pare che nessuno abbia mai detto di non essere favorevole ad una modifica chiarificatrice, il pensiero unico che qualcuno ha voluto veicolare mi è sembrato ben altro (imho). Puoi sempre rileggerti Minotti e Quintarelli se ti era sfuggita la differenza.
Che ne dici a sciopero concluso trionfalmente, di proporre al popolo degli scioperanti “consapevoli”, un questionario online che chiede di rispondere su quale la norma e legge il famigerato ddl vuole modificare nello specifico?
p.s.: scusa ho corretto il commento di prima che rileggendolo mi era sembrato poco chiaro e poteva essere mal interpretato. Ovviamente le opinioni sono solo mie.
on Lug 16th, 2009 at 4:22 pm
ah e nessuna inimicizia e nessun “nemico”, almeno da parte mia, neanche in senso “ideologico”, che la dice lunga (sempre imho) su come intendi la conversazione e il confronto con le opinioni altre.
E’ chiaro cmq, che quella che tu definisci come storia è una tua ricostruzione, se mi permetti assolutamente personale:
La situaizone è poi cambiata e, a quel punto - riaperti i termini per un emendamento - si sarebbe potuto fare di più: loro non l’hanno fatto e qualcun altro si.
Quello che si farà, se si farà e se passerà, si vedrà quando si ridiscuterà in parlamento. Non per gli emendamenti annunciati in piazza (imho), dove non mi pare, a parte i desiderata, l’emendamento annunciato possa avere la sia pur minima possibilità di passare, visto i numeri e le maggioranze che le commissioni e le aule di questa legislatura hanno, ripeto escludendo i desiderata e avvenimenti sperati che li muterebbero.
Questo, per avere quantomeno un po’ di sano “pragmatismo” sulle vicende, invece di annunciare urbi et orbi le grandi vittorie popolari. Se l’emendamento D’Alia, tanto per fare un esempio, è stato abolito, può, anzi sicuramente (imho) lo è stato a causa della sensibilizzazione che è arrivata anche dalla rete, ma se l’emendemento all’emendamento è passato in Parlamento ed è stato abolito (quello D’alia), la matematica (non la mia o tua opinione) ci dicono che lo è stato solo grazie ad una maggioranza che in parlamento (o in commissione) lo ha votato (che sia stata bipartisan dovrebbe essere da sottolineare).
Senza polemica e senza inimicizia, soltanto esprimendo la mia personalissima e assolutamente discutibile opinione. Senza “pensieri unici” quello sì.
on Lug 16th, 2009 at 5:45 pm
Fino a quando se ne farà una questione di destra o sinistra continueremo a subire questi abusi da parte di politici incompetenti e di chi li supporta per partito preso.
on Lug 18th, 2009 at 10:54 am
Seppure in ritardo e in questo clima di smobilitazione vorrei intervenire su quel che ho letto in http://www.guidoscorza.it/?p=928 e più precisamente sulle critiche del signor Ficara.
Io sono un blogger qualunque non “in cerca di visibilità”. Il linguaggio di Ficara mi offende per quel che dice e per quel che sottintende.
Racconto come sono entrato in questo gioco.
Da poco approdato nella rete e sensibile ai diritti, preso da bisogno di sapere in quali meandri legislativi si nascondesse l’ennesima manomissione della civiltà giuridica di questo paese, mi sono imbattuto in personaggi a me del tutto sconosciuti fino allora:Scorza, Gilioli, Di Frenna, solo per citarne alcuni, e mi sono inserito nella discussione che si era aperta in rete dopo il maxiemendamento sulla sicurezza e con il ddl Alfano. Nella piazza virtuale come in quella reale (p. Navona) mi sono sentito un autoconvocato per un dovere morale e politico insieme ( da kantiano penso che le due cose non debbano essere separate).
La rete non poteva e non può non essere uno spazio politico, anzi io penso sia qui che può ricomporsi quella dimensione Pubblica Politica ( che i partiti tradizionali hanno distrutto e i nuovi trasformato in un grande affare privato di capi carismatici con l’effetto deleterio della narcotizzazione di gran parte della società ) senza la quale non si può parlare di democrazia.
Non voglio entrare nel merito della tesi di Ficara sui perfidi e faziosi capibastone che starebbero arruolando blogger allo sbaraglio nel partito della Rete, né nel contenzioso tra blogger blasonati come Ficara, ma semplicemente sottolineare il suo linguaggio inappropriato.
Parla di capobastone, se non erro è un termine di derivazione mafiosa, se ci sono capibastone ci sono anche i picciotti arruolati per dimostrare chi controlla il territorio.
Anche le accuse di millantato credito (sciopero di tutti i blog..) mi sembra del tutto gratuita come altri hanno dimostrato.
infine il nesso tra gli imbavagliati del 14 luglio con quelli degli scenari anni ’70 mi sembra un salto mortale della logica e della Storia e, se non c’è difetto d’intelligenza, sembra fatto per offendere qualcuno.
Ecco perché il suo linguaggio ci offende tutti.
Tra l’altro faccio fatica a capire il perché di tanta irritazione nelle sue parole.
Neanche la sua posizione mi è chiara.
Parla da anarco-individualista, rivendica per sé una aristocrazia in rete, non nasconde il suo Berlusconismo, non è d’accordo con il ddl Alfano, non sciopera, si intenerisce per il bel tempo in cui la Rete era fatta di cavalieri erranti senza macchia e senza paura .
qualunque cosa lui sia a me sta bene, ma chiedo con altrettanta serenità a lui di farsi star bene me e quelli come me che a piazza Navona hanno sentito il bisogno di esserci, anche perché convinti che una buona teoria che non si fa prassi è solo un autoreferenziale, egotistico, sterile esercizio di narcisismo intellettuale.
Giuseppe Andreocci
Postato anche in Diritto alla rete
on Lug 18th, 2009 at 12:05 pm
non perdetevi IoReporter di questa settimana, parla della manifestazione del 14 con un bel servizio.