Leggo un comunicato stampa della SIAE di qualche ora fa e vi invito a fare altrettanto:
La Società Italiana Autori Editori ha elaborato un progetto denominato “Legal Bay”, per il lancio nazionale di un servizio destinato a tutti gli utenti italiani che consentirà di scaricare contenuti digitali audio video in modo sicuro e di grande qualità, offrendo un’alternativa legale ed economicamente sostenibile al downloading e al file sharing illegale.
La Siae, che fa parte del Comitato tecnico contro la Pirateria Digitale e Multimediale costituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha assunto l’iniziativa di coinvolgere e coordinare tutti gli operatori del mercato audio video attivi in Italia (oltre agli autori e editori rappresentati dalla SIAE, i produttori musicali e cinematografici) e i principali operatori telefonici, in un innovativo accordo volto a promuovere lo sviluppo del mercato legale digitale.
Ieri si è svolto presso la sede della Direzione Generale della SIAE a Roma l’incontro di avvio del progetto.
Difficile cogliere tra le righe in cosa dovrebbe concretizzarsi il nuovo (?) servizio “elaborato” da SIAE ma con un pò di fantasia sembra potersi ipotizzare che l’idea sia quella di un portalone nazione dei contenuti audiovisivi accessibile dai soli utenti italiani e contenente - con un pò di fortuna - i repertori SIAE.
Se è così…l’idea non è poi tanto nuova ma era già contenuta nel famoso DDL c.d. SIAE presentato al Comitato tecnico per la lotta alla pirateria multimediale e poi ripresentato dall’On. Barbareschi: in quella sede già si parlava delle piattaforme telematiche di Stato.
In tutta sincerità - e salvo, ovviamente, attendere di saperne di più - l’idea del Presidente Assumma non mi piace affatto: una società di intermediazione che agisce in un regime di anacronistico monopolio non può elaborare e, magari, gestire servizi di distribuzione di contenuti digitali perché, ovviamente, per questa via, rischia di travolgere d’un soffio le più elementari regole del diritto antitrust nazionale e comunitario dando vita ad una sorta di “cartello digital-telematico” dei titolari dei diritti del mondo audiovisivo.
Restiamo, quindi, a guardare ma…se il progetto è quel che sembra, credo che, questa volta, l’antitrust o piuttosto la DG Concorrenza dell’Unione Europea vorranno capirci di più sui limiti, l’opportunità e, soprattutto, la legittimità del monopolio della nostra società nazionale di intermediazione e, si direbbe, di distribuzione!





on Lug 19th, 2009 at 1:22 pm
Io capisco che la Siae cerca nuovi modi per fare soldi (per sè). Poi se aspettiamo l’antitrust….. mentre istruiscono la pratica passano gli anni. Alla fine si trincerano dietro il classico: non possiamo ignorare la situazione di fatto esistente, e così non fanno nulla!