GBLOG Rotating Header Image

Italia.it vs. web 2.0: 0.2 (chi la fa l’aspetti!)

Sto sfogliando le pagine del nuovo - si fa per dire - embrione del portale italiano del turismo.

In Rete si è già scritto molto al riguardo, talvolta anche in maniera affrettata, tornando a sottolineare la sporporzione tra il modesto risultato on-line e il budget del progetto annunciato: 5 milioni di euro che andranno inesorabilmente ad aggiungersi a quelli gia spesi (una quota importante che temo nessuno conosca dei 45 milioni originariamente stanziati).

Il Ministro Brambilla, in conferenza stampa, ha riferito che l’embrione (il vero portale, ovvero quello che occorrerà valutare e giudicare sarà disponibile solo in ottobre) di italia.it è stato reso disponibile da ACI in maniera del tutto gratuita.

Difficile da credere ma, se così fosse, ci sarebbe, sin qui, da rallegrarsi per un buon esempio di virtuosa collaborazione nel mondo pubblico.

Questo post è, tuttavia, dedicato a tutt’altra questione.

Navigando nel sito italia.it - specie se lo si fa sotto la guida attenta del Ministro Brambilla che in conferenza stampa ha descritto minuziosamente caratteristiche e potenzialità (una volta a pieno regime) del nuovo portale - ci si avvede che il Governo, per una volta, ha scelto almeno di provare ad utilizzare strumenti ed applicazioni appartenenti se non al c.d. web 2.0 almeno alla storia moderna della Rete.

Sul sito sono, infatti, disponibili tour virtuali dei principali luoghi di interesse turistico d’italia, una piattaforma capace di ospitare video, immagini, offerte commerciali prodotte da terze parti e link a siti e contenuti esterni (lo ha detto il Ministro Brambilla in conferenza stampa) ed un meta-motore di ricerca realizzato da seat pagine gialle e telecom design.

Contro il parere dei più esperti che hanno già bollato come scadente, superata e di scarsa qualità la tecnologia del portale, sono, invece, felice delle scelte del Governo ma non da un punto di vista tecnico - lascio ad altri valutarlo - quanto da un punto di vista giuridico.

Vi spiego perché in poche battute con riserva di approfondimento nei prossimi giorni.

Il Governo, se vuole mantenere le promesse, ovvero implementare sul portale del turismo gli strumenti e le features annunciate dovrà scontrarsi con quelli stessi limiti normativi che hanno sin qui reso dura la vita alle applicazioni del web 2.0.

Alcuni esempi:

- le guide virtuali del ministro Brambilla altro non sono se non un’approssimativa imitazione del servizio google street view con la conseguenza che il governo dovrà ora prestare particolare attenzione al mascheramento dei volti dei passanti (allo stato la tecnologia a tal fine utilizzata - guardare lo screenshot qui sopra per credere - ha dato dei risultati di gran lunga peggiori di quelli raggiunti da Big G in risposta alle richieste dei garanti di mezza europa) e, più in generale, delle questioni connesse alla privacy;

- nelle note legali del portale del turismo si declina ogni responsabilità per i contenuti prodotti da terze parti e/o resi raggiungibili attraverso il portale, chiarendo che i gestori di italia.it si limiteranno a rimuovere, su richiesta i contenuti. Un pò pochino salvo a non dover riconoscere che ogni altro UGC (Youtube ad esempio) non ha oltro obbligo se non quello di rimuovere un contenuto qualora riceva una richiesta in tal senso e la richiesta risulti fondata. A me sembra ragionevole (ed in linea con la disciplina europea) ma…dal Palazzo negli ultimi mesi han provato e riprovato a sostenere il contrario;

- non ho chiaro cosa il meta-motore di ricerca indicizzi ma è ovvio che uno strumento tanto potente (lo sarà sul serio?) vada utilizzato con grande cautela. Chi risponde dei contenuti indicizzati? Se, domani, il metamotore di stato dovesse indicizzare risorse attraverso le quali si infrangono regole e leggi? Guai a dimenticare che negli ultimi mesi si è a lungo discusso della responsabilità dei motori di ricerca - specie quelli specializzati come Pirate Bay - per i contenuti indicizzati.

Potrei proseguire parlando, ad esempio, dell’informativa privacy malscritta ed in linea con quella di una delle peggiori piattaforme (sotto tale profilo) di social network ma, per ora mi fermo qui.

Al contrario di tanti sono felice che Italia.it abbia visto la luce così: chi la fa l’aspetti dice un vecchio proverbio ed ora nel Palazzo dovranno correre ai ripari affrontando i molti problemi irrisolti del diritto della Rete e farlo in modo prudente ed equilibrato altrimenti i primi a chiudere bottega - ops portale - saranno loro!

2 Comments on “Italia.it vs. web 2.0: 0.2 (chi la fa l’aspetti!)”

  1. #1 fabrizio
    on Lug 20th, 2009 at 8:39 am

    Guido,

    come sempre i tuoi post sono acuti e pieni di spunti di riflessione.
    Hai ragione: “chi la fa, l’aspetti”. E speriamo proprio che i gestori/governo si becchino una bella denuncia per qualcuno dei punti che hai evidenziato. Non lo dico per spirito auto-distruttivo verso lo stato Italia o per posizione politica verso questo governo. Lo dico come padre di famiglia. E sì, perchè qui stiamo avendo a che fare con delle persone che sono come dei bambini (in termini di conoscenza di Internet & C.) e come i bambini piccoli devono imparare a loro spese, farsi del male, cadere e capire che certe cose non si deono fare e che altre sono pericolose.

    La speranza è l’ultima a morire.

    saluti

  2. #2 teddy
    on Lug 20th, 2009 at 12:26 pm

    Sono un tuo lettore abituale e apprezzo il contenuto dell’articolo, il tuo riferimento all’informativa privacy mal scritta.
    Ma ce n’è di ben scritte in rete? hai qualche esempio?

Leave a Comment

Creative Commons License
gblog by Guido Scorza is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.
Based on a work at www.guidoscorza.it.
Permissions beyond the scope of this license may be available at www.guidoscorza.it.