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Non comprate quella PEC!

Nelle scorse settimane mi sono ritrovato costretto a tornare di frequente (1-2-3) a scrivere di quanto sta accadendo a proposito della disciplina della PEC (Posta Elettronica Certificata) nel nostro Paese con ordini e contrordini che, come di consueto, generano solo disordine.

Le questioni affrontate restano tutte aperte e non resta che augurarsi che l’antitrust o un giudice amministrativo prima o poi facciano giustizia.

Frattanto c’è però una questione che mi sembra importante sottolineare.

Decine di professionisti, ordini professionali ed imprese già esistenti o costituende continuano a scrivermi (21 richieste analoghe in 48 ore!) chiedendomi se e quale PEC acquistare, di quanti indirizzi devono dotarsi e, soprattutto, quale PEC comprare per adempiere alle nuove disposizioni introdotte nel nostro Ordinamento.

A questo punto ritengo utile una risposta pubblica - quella contenuta nel titolo del post - che potrebbe sembrare provocatoria  ma non lo è: NON COMPRATE NESSUNA PEC PERCHE’ SONO TUTTI SOLDI BUTTATI (A NORMA DI LEGGE).

L’affermazione trova conferma nei due Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri approvati, guarda caso, entrambi il 6 maggio, di cui ho già parlato:

- con il primo, il Ministro Brunetta si è impegnato a regalare un indirizzo di posta elettronica a tutti i cittadini - professionisti inclusi - che ne facciano richiesta;

- con il secondo, analoga promessa, è stata assunta nei confronti di tutte le costituende società che all’atto dell’iscrizione al registro delle imprese risultino sprovviste di un indirizzo di posta elettronica certificata.

Ho già scritto che sono disposizioni incompatibili con la disciplina antitrust, in conflitto con la disciplina primaria vigente che riconosce una equivalenza tra PEC ed altra soluzioni analoghe e che, per questa via, si “ammazza” il mercato di riferimento prima ancora della sua nascita ma…tant’è, allo stato, il dado è tratto e le promesse assunte!

Perché, dunque, comprare qualcosa che lo Stato mi regala?

Non appena ciò sarà possibile renderò disponibile la modulistica per la richiesta della PEC per cittadini/professionisti e quella per le imprese (per quest’ultima è questione di giorni mentre per i primi bisognerà attendere ancora un pò) e così, per una volta, potremo approfittare della prima grande svendita di Stato avente ad oggetto strumenti per l’innovazione.

Buona giornata e…NON COMPRATE QUELLA PEC.

P.S.: DIRITTO DI “PRIMOGENITURA”: mi segnalano ora che il problema dell’inopportunità di acquistare oggi una PEC con particolare riferimento agli avvocati è stato sollevato qualche giorno fa dall’amico Fabrizio Sigillò, Presidente del Circolo dei giuristi telematici nella mailing list del circolo che, lo confesso, dovrei leggere con maggior frequenza perché è fonte inesauribile di stimolanti discussioni!

Mi è sembrato corretto darne atto.

5 Comments on “Non comprate quella PEC!”

  1. #1 Daniele
    on Lug 25th, 2009 at 12:09 pm

    Forse sbaglio ma credo il decreto del 6.5.2009 riguardi le imprese individuali e non le società. Ad oggi non è possibile per una società di nuova costituzione essere iscritta nel registro delle imprese in assenza di casella PEC.

  2. #2 admin
    on Lug 27th, 2009 at 5:25 pm

    @Daniele, uhmm, non vedo nessuna limitazione nel decreto del 6 maggio ma è possibile che tu abbia ragione. Se così fosse…sarebbe ancora peggio! Verifico e, eventualmente, torno sull’argomento.

  3. #3 Marco Scialdone
    on Lug 27th, 2009 at 5:46 pm

    Da quello che so io riguarda anche le Società… questo ad esempio è quello che si trova scritto sul sito della Camera di Commercio di Torino che a febbraio ha fatto partire la sperimentazione sulla comunicazione unica:

    “Si tratta di una nuova procedura – tutta telematica – prevista dall’art. 9 del D.L. n. 7/2007, convertito con modificazioni nella legge n. 40/2007, la quale consente di assolvere, con una sola trasmissione telematica, a tutti gli adempimenti diretti al registro imprese, all’Agenzia delle Entrate, all’INPS ed all’INAIL, e connessi alla costituzione, alla modifica ed alla cancellazione di un’impresa, individuale o collettiva (società). La domanda deve essere inviata al Registro imprese il quale dà notizia alle Amministrazioni competenti dell’avvenuta presentazione della Comunicazione Unica.”

  4. #4 Guido S.
    on Lug 28th, 2009 at 12:38 am

    Grazie Marco!

  5. #5 Enrico
    on Ago 25th, 2009 at 12:40 pm

    Lo stato da\’ , lo stato toglie…

    con un decreto qualchessia. lo stato ha deliberato che le societa\’ che vendono la pec devono avere un capitale sociale altissimo … questo nega la possibilita\’ alle piccole societa\’ di diventare provider e di \"vendere\" un servizio che potrebbe rivelarsi redditizio…

    in particolare :

    http://punto-informatico.it/1228843_2/PI/News/provider-italiani-battaglia-europa.aspx

    -La pec e il ministro Stanca…

    nel frattempo e\’ cambiato qualcosa?

    ciao
    E.

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