Guido Scorza
Se un violento, una domenica allo Stadio, accoltella nostro figlio, istintivamente, tutti vorremmo che la polizia disponesse dei poteri e dei sistemi, inclusi quelli tecnologici e basati sull’intelligenza artificiale, per identificare e assicurare alla giustizia il responsabile con buona pace per i diritti e le libertà delle decine di migliaia di spettatori della partita.
È umano e naturale.
Ma se, in quella stessa domenica anziché il genitore del ragazzo accoltellato fossimo uno spettatore qualsiasi seduto sulla curva opposta a quella nella quale è avvenuta la violenza e grazie proprio a quei poteri e a quei mezzi, la polizia ritenesse di identificarci, erroneamente, come il colpevole, verosimilmente, ci ribelleremmo e grideremmo ai diritti e alle libertà violati e a sistemi tecnologicamente non abbastanza maturi e, comunque, troppo invasivi della nostra privacy da poter esser usati addirittura per sospettare qualcuno di essere responsabile di un delitto tanto atroce.
È umano e naturale anche questo.
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