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Governare il futuro – Le donne lasciate off-line costano al mondo centinaia di miliardi di dollari.

Gli uomini online, nel mondo, sono il 21% in più delle donne, percentuale che sale al 52% se si guarda ai soli Paesi in via di sviluppo, una situazione che da qui al 2025, se non affrontata, costerà al mondo oltre 500 miliardi di dollari.

Le ragioni per le quali, ancora, specie in alcuni Paesi – generalmente quelli a basso reddito – le donne restano sulla porta dell’ecosistema digitale senza entrarvi sono diverse: economiche in taluni casi perché il costo dei dispositivi o le tariffe per la connessione sono troppo alti, culturali in altri perché magari la cultura o sub cultura imperante in alcuni Paesi ritiene quella online una dimensione non adatta alle donne.

Ma, a prescindere dalle ragioni alla base della situazione appena fotografata da una bella ricerca della World Wide Web Foundation quel che è certo è che, senza grandi sorprese, si tratta di uno stato di cose che produce effetti negativi per il mondo intero a cominciare naturalmente dai Paesi nei quali il gender gap è più significativo.

Tanto per cominciare la mancanza di donne online determina una conseguenza immediata in termini di mancanza di pluralismo sul versante dei contenuti online: se più donne fossero online, online ci sarebbero più contenuti che raccontano il mondo e ne orientano lo sviluppo socio culturale nella direzione della parità di genere e, in generale, in direzioni che, magari, la circostanza che a produrre contenuti digitali siano più uomini che donne impedisce di percorrere.

Le donne, però, sono anche, mamme e sono, quindi, il veicolo più naturale per l’educazione dei figli alla vita nella dimensione digitale.

Ma se le donne sono tenute fuori dal web e non ne conoscono le mille sfaccetature è difficile pensare che possano guidare i propri figli a una vita online consapevole e responsabile.

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