Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica del 6 marzo, a quasi due mesi dalla pubblicazione sul sito del Ministero per i beni e le attività culturali (14 gennaio) ed a oltre due dal giorno della sua firma da parte del Ministro Bondi (30 dicembre), è stato, finalmente, pubblicato l’avviso relativo all’avvenuta comunicazione - appunto attraverso il sito internet del Ministero e quello della SIAE - del Decreto sull’equo compenso.
La pubblicazione in Gazzetta cade - certamente per caso - a ridosso della scadenza del termine per impugnare il provvedimento dinanzi al Giudice amministrativo, impugnazione che, tenuto conto delle accese critiche e contestazioni tanto da parte dei consumatori che dell’industria appare assai probabile.
Ad un tempo la pubblicazione in Gazzetta fuga, definitivamente, ogni dubbio circa la data di entrata in vigore del decreto sulla quale, negli ultimi mesi, erano circolate opinioni difformi.
Il decreto, a questo punto, non può che considerarsi in vigore dal giorno della sua pubblicazione sul sito del Ministero per i beni e le attività culturali, sebbene, sino ad oggi, la sua applicazione sia stata modesta ed a macchia di leopardo.
Nei prossimi giorni vedremo se ed in quanti impugneranno il decreto in relazione al quale i profili di sospetta illegittimità, certamente, non mancano.
A quelli relativi alla violazione della riserva di legge prevista dall’art. 23 della costituzione in ragione della palese natura tributaria del compenso, a quelli connessi alla funzione di “aiuto di stato” dell’equo compenso medesimo, passando per l’ultimo sul quale con gli amici Giurdanella e Belisario ci siamo trovati a discutere negli ultimi giorni.
Il Ministro Bondi ha ritenuto di affidare la nuova disciplina sull’equo compenso ad un “semplice” decreto ministeriale.
La portata ed il contenuto delle disposizioni in esso contenute, tuttavia, sono tali da lasciar ritenere - con un modesto margine di errore - che il risultato perseguito avrebbe richiesto almeno - ovvero anche a dimenticare la probabile violazione della riserva di legge ex art. 23 della Costituzione - un Regolamento varato in conformità a quanto stabilito dall’art. 17 della Legge 400/88 a norma del quale, come è noto “i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di ‘regolamento’, sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale”.
Nessuno di tali adempimenti, infatti, risulta rispettato.
Se, effettivamente, il c.d. Decreto Bondi cela, in realtà, un Regolamento - quale che sia il nome di battesimo attribuitogli dal Ministro - non dovrebbe essere difficile ottenere dal giudice amministrativo una declaratoria di illegittimità del decreto/regolamento, illegittimità, peraltro, insanabile ex post.
Al ministero, quindi, dovranno ricominciare tutto da capo e, forse, il Consiglio di Stato, a quel punto, potrebbe richiamare l’attenzione del papà (On. Bondi) e della mamma (Sig.ra SIAE) del Regolamento sull’opportunità di rivedere criteri, numeri e parametri del provvedimento nel rispetto, tra l’altro, del quadro giuridico europeo così come risulterà interpretato dalla Corte di Giustizia cui i Giudici spagnoli hanno proposto talune interessanti questioni e, eventualmente, dalla Commissione UE cui Altroconsumo ha chiesto di verificare la legittimità della disciplina italiana sotto il profilo della regolamentazione antitrust europea.
A buon intenditor poche parole…






on Mar 7th, 2010 at 3:35 am
Carissimo Guido io però aspetterei l’apposito decreto interpretativo che scioglierà il nodo: si tratta di un regola mento o di un re gola mento?
Sicuramente non un regolamento che deve sottostare ad una procedura specifica…
Con somma tristezza…
Ciao
on Mar 9th, 2010 at 8:07 pm
Avrei necessità dei seguenti chiarmenti:
- il decreto è entrato in vigore il 14 gennaio 2010 (data pubblicazione sul sito del Ministero)?
- pertanto, i fornitori di prodotti oggetto del decreto inizieranno sin da subito a “scaricare” sui ritailer il compenso? Sin dagli ordini di merce effettuati dal retailer a partire dal 14 gennaio 2010?
Grazie