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L’equo compenso secondo SIAE.

Ieri il c.d. Decreto Bondi sull’equo compenso è finalmente stato pubblicato in Gazzetta e ne ho dato la notizia in questo post avanzando qualche dubbio e perplessità sulla legittimità del provvedimento.

Leggo ora la posizione della SIAE sul Decreto e mi sembra corretto - per questioni di par condicio - farla emergere dal “polveroso archivio digitale” della rivista Vivaverdi e farla circolare unitamente alle osservazioni mie e di quanti stanno seguendo questa appassionante vicenda italiana.

Non voglio commentare in alcun modo le considerazioni contenute nell’articolo per non influenzarne la lettura ma non posso trattenermi da una sola considerazione: le immagini scelte a corredo del contributo sono la più evidente conferma che il c.d. Decreto Bondi muove dall’errato presupposto secondo il quale ovunque vi sia un dispositivo astrattamente idoneo alla registrazione di un’opera, debba esigersi un equo compenso.

E’ difficile, infatti, ipotizzare che l’utilizzo dei dispositivi riprodotti nelle immagini produca un danno per l’industria musicale da “copia privata”:

Ecco le immagini:

(a) Un iphone con libreria di Itunes aperta.

La copia di un brano scaricato da Itunes nella relativa library di Iphone o Ipod è lautamente pagata e non ha, pertanto, niente a che vedere con la “copia privata”. In ogni caso poi è noto che Itunes costituisce la maggior fonte di introiti in relazione al download di musica in tutto il mondo. Se avete dubbi basta leggere il pezzo di cui riproduco qui di seguito uno stralcio pubblicato non su una rivista di consumatori ma sulla versione italiana del digital music report 2010 pubblicata dall’industria musicale italiana.

(b) una serie di colorate pennette USB apparentemente preistoriche.

Quanti di voi conservano musica su strumenti di questo genere?

(c) una memory stick pro duo da 1 giga di casa Sony.

A prescindere dallo scarso se non inesistente utilizzo disupporti di questo tipo per la registrazione di “copie private”, sbaglio o Sony è proprio uno di quei soggetti che ha tanto diversificato la propria attività da giocare su due tavoli: tecnologia e diritti con la SONY Bmg? E’ un caso eclatante di quanto poco sia vero che l’industria tecnologica stia depredando in maniera parassitaria quella audiovisiva…

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