Pubblico qui di seguito il testo della lettera che con un gruppo di amici - tra i tanti con i quali condividiamo la preoccupazione per il futuro dell’informazione in Rete - abbiamo indirizzato al Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò.
Il testo, mi sembra, di per sé autoesplicativo ma chi volesse approfondire la questione trova qui qualche informazione in più.
Nelle prossime ore dovrebbe essere possibile sottoscrivere la lettera sulle pagine del sito della Femi.
Ill.mo Presidente,
all’indomani del varo del c.d. Decreto Romani, Lei ha manifestato forti perplessità sul testo del provvedimento, dichiarando alla stampa che “Un filtro generalizzato su internet da una parte è restrittivo, come nessun paese occidentale ha mai accettato di fare, dall’altra è inefficace perché è un filtro burocratico a priori”.
Lo scorso 6 luglio, nel prendere la parola alla Camera dei Deputati, per la Sua relazione annuale, ha sottolineato come “I seri problemi generati da internet non obliterano la sua insostituibile funzione informativa” e ricordato come “È stato giustamente osservato che se ci fosse stato internet l’Olocausto non avrebbe potuto essere ignorato”.
Si è trattato di dichiarazioni importanti perché provenienti da un profondo conoscitore delle dinamiche dell’informazione offline ed online e perché costituenti un segnale di grande attenzione e sensibilità dell’Autorità che Lei presiede verso la Rete, la sua multiforme natura e le importanti differenze sussistenti tra questo nuovo media ed il mondo dell’informazione tradizionale.
Gli schemi di Regolamento sulla disciplina dell’attività di fornitura di contenuti audiovisivi in modalità lineare e on demand, sui quali, nelle scorse settimane, con le Delibere n. 258 e 259, la Sua Autorità ha promosso due distinte consultazioni pubbliche, tuttavia, sembrano muovere da presupposti lontani anni luce da tali dichiarazioni e condurre a conclusioni incompatibili con la convinzione da Lei reiteratamente manifestata di voler rispettare la natura della Rete e le peculiarità dell’informazione online.
Tali Regolamenti che il c.d. Decreto Romani ha demandato alla Sua Autorità di emanare, infatti, minacciano di obbligare migliaia di soggetti - giovanissimi, non imprenditori o piccoli imprenditori - a confrontarsi con un’infrastruttura burocratica-amministrativa impegnativa, a richiedere un’autorizzazione per l’esercizio della propria attività anche se poco o niente affatto lucrativa, a versare un importo tra i 3 ed i 6 mila euro per rimborsare alla Sua Autorità i costi di gestione dell’istruttoria che sarebbe necessaria al rilascio delle autorizzazioni ed ad iscriversi nel Registro unico degli operatori della comunicazione.
Gli stessi Regolamenti, inoltre, appaiono destinati ad imporre a tali soggetti stringenti obblighi di conservazione e registrazione dei contenuti diffusi al pubblico nonché l’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla Stampa a carico dei professionisti - giornalisti ed editori - dell’informazione.
Siamo consapevoli che il c.d. Decreto Romani circoscrive in maniera importante il margine di autonomia della Sua Autorità nel dettare la disciplina secondaria della materia e, ad un tempo, siamo convinti che la formulazione dei due schemi di Regolamento in termini tanto distanti dalle posizioni da Lei manifestate pubblicamente sia dovuta alla complessità ed al livello di articolazione dell’attività svolta da AGCOM in questo clima di grande tensione e fermento nel mondo dell’informazione.
E’ proprio muovendo da questi presupposti che Le chiediamo di tornare ad esaminare - con il contributo di quanti hanno già rappresentato l’intenzione di partecipare alle consultazioni promosse - i due schemi di Regolamento ed a intervenire al fine, almeno, di rimuovere le più eclatanti e preoccupanti anomalie in essi contenute.
Allegate alla presente, troverà le risposte ai quesiti posti dall’AGCOM agli interessati nell’ambito delle due citate consultazioni.
Ci auguriamo che la Sua Autorità - come di recente avvenuto anche in occasione della predisposizione dello Studio sul diritto d’autore - voglia confermarsi attenta ai problemi ed alle questioni della Rete, senza sottrarsi al proprio ruolo di Autorità di controllo e regolamentazione ma, ad un tempo, interpretando tale ruolo in modo moderno e coerente con le dinamiche della circolazione delle idee e dei contenuti nello spazio telematico.
Con osservanza,
Giampaolo Colletti - Femi - Federazione Italiana micro web TV
Juan Carlos de Martin - Nexa Center for Internet & Society
Guido Scorza - Istituto per le politiche dell’innovazione
Claudio Messora - Byoblu
Arianna Ciccone - Festival Internazionale del giornalismo - Valigia Blu
Vittorio Zambardino - Scene digitali Alessandro Gilioli - Piovono Rane
Laura Ricci - Orvieto TV
Fiorello Cortiana - Condividi la conoscenza





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