Guido Scorza

Internet, diritto e politica dell'innovazione

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Contratti online a rischio senza firma digitale.

4 giugno 2012

E’ un provvedimento destinato a far discutere e che sta già facendo tremare il mondo dell’e-commerce italiano quello pronunciato nelle scorse settimane dal Tribunale di Catanzaro che ha ritenuto inefficaci talune clausole contenute nelle condizioni generali che disciplinano il rapporto tra e-bay ed i propri utenti.
“Con riguardo alle clausole vessatorie online, l’opinione dottrinale prevalente – alla quale il Tribunale aderisce – ritiene – scrivono i Giudici – che non sia sufficiente la sottoscrizione del testo contrattuale ma sia necessaria la specifica sottoscrizione delle singole clausole, che deve essere assolta con la firma digitale”.
“Dunque, nei contratti telematici a forma libera – continuano i magistrati – il contratto si perfeziona mediante il tasto negoziale virtuale, ma le clausole vessatorie saranno efficaci e vincolanti solo se specificamente approvate con la firma digitale”.
A leggere l’Ordinanza del Tribunale di Catanzaro, verrebbe da concludere che decine di migliaia di clausole, contenute in altrettante condizioni generali di contratto alle quali sono attualmente affidati i rapporti negoziali tra i gestori delle principali piattaforme di e-commerce [n.d.r. ma lo stesso principio investire e travolgerebbe anche i fornitori di servizi di comunicazione elettronica, i social network e gli user generated content] sono inefficaci e che, dunque, non potrebbero mai essere utilizzate “contro” gli utenti.
Bene così, potrebbe dire qualcuno, se si guardasse alla vicenda dal solo lato degli utenti – consumatori e professionisti -, “liberati”, d’un colpo, dal “giogo” negoziale di clausole, spesso, per loro sfavorevoli.
Il punto, però, è un altro.

(continua qui su Leggi Oggi)

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