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Governare il futuro -L’irresistibile tentazione del riconoscimento facciale

Il 30 dicembre scorso l’FBI avrebbe concluso un contratto con ClearView AI, la società divenuta celebre in tutto il mondo per il suo servizio di riconoscimento facciale “intelligente” che consente un raffronto tra un’immagine, comunque e dovunque raccolta, e un suo sterminato database di foto di volti di persone in tutto il mondo.

Ci sarebbero circa dieci miliardi di volti di un numero imprecisato di persone nel database di ClearViewAI, dieci miliardi di foto che ci sarebbero finite all’esito di un’immensa pesca a strascico svolta dalla società nel mare dei social network globale.

Volti che ClearView ha associato a un nome, un cognome e altre informazioni semplicemente sulla base dei dati, esatti o inesatti che siano, raccolti sul web.

Si tratta di presupposti talmente tanto fragili sotto il profilo etico, giuridico e democratico che la società è, ormai da anni, nell’occhio del ciclone di decine di soggetti pubblici e privati che, a diverso titolo, difendono e promuovono i diritti fondamentali e la privacy.

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