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Governare il futuro – Per l’Onu l’intelligenza artificiale è preziosa ma va governata subito.

“L’intelligenza artificiale può essere una forza positiva, aiutando le società a superare alcune delle grandi sfide dei nostri tempi. Ma le tecnologie di intelligenza artificiale possono avere effetti negativi, persino catastrofici, se vengono utilizzate senza tenere in sufficiente considerazione il modo in cui influiscono sui diritti umani delle persone”.

Lo hai detto mercoledì scorso l’Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet.

È un rapporto bello, ricco di elementi fattuali e spunti di riflessione, vibrante e illuminante in alcuni passaggi e che si conclude con dieci raccomandazioni ai Governi e cinque a Governi e imprese quello con il quale Michelle Bachelet accende il faro delle Nazioni Unite sul governo dell’intelligenza artificiale in maniera tale da garantirne uno sviluppo sostenibile sul versante dei diritti umani.

“L’intelligenza artificiale raggiunge quasi ogni angolo della nostra vita fisica e mentale e persino la nostra dimensione emotiva. I sistemi di intelligenza artificiale vengono utilizzati per determinare chi ha diritto ai servizi pubblici, decidere chi deve essere assunto e, naturalmente, per decidere le informazioni che le persone vedono e possono condividere online”, ha affermato l’Alta Commissaria.

Troppa fretta, poca ponderazione, troppo entusiasmo, poco riflessione e valutazione da parte di Stati e imprese nel progettare, sviluppare e utilizzare soluzioni di intelligenza artificiale senza verificarne l’impatto sulla società, sulle persone, sui diritti umani.

È la sintesi del giudizio della Bachelet che fa riflettere.

La strada è quella sbagliata.

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