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Governare il futuro – Ancora un po’ e il libro ce lo racconterà un robot.

Open AI, il gigante californiano non profit specializzato nella ricerca e sviluppo in campo di intelligenza artificiale, ha appena annunciato di aver messo a punto una soluzione capace di riassumere libri e, in generale, documenti, di centinaia di pagine.

Il prossimo libro forse ancora no, ma, presto, potremo chiedere a un robot di riassumerci un libro del quale abbiamo sentito parlar bene o, magari, un documento aziendale di centinaia di pagine che non abbiamo intenzione di leggere in versione integrale.

Certo, nel caso del libro, rinunceremo al piacere di leggerlo, al gusto di sfogliarne le pagine, di lasciarci accarezzare dallo stile dello scrittore e di apprezzarne il linguaggio.

Ma il suo contenuto sarà nostro in una manciata di click.

L’idea di Open AI – che ha già anticipato di non aver intenzione, almeno nel breve periodo, di rendere pubblico il codice della soluzione in questione – è tanto semplice quanto dirompente: l’algoritmo alla base del sistema di intelligenza artificiale, infatti, riassume, prima singoli capitoli, poi fa il riassunto dei riassunti e così via, fino ad arrivare a un riassunto dell’intero libro che, in effetti, sembra più simile a un indice esploso articolato in singoli punti che a un verso e proprio riassunto discorsivo e ben scritto.

Ma il contenuto sembra ci sia davvero tutto.

Il limite – o uno dei maggiori limiti – allo stato sembra essere che giacché l’algoritmo non “legge” l’intero libro prima di iniziare a riassumere ma procede a riassumere dopo aver scomposto il libro in autonome porzioni di testo, se un aspetto del capitolo uno diventa importante solo se si è letto il capitolo due, l’aspetto in questione potrebbe mancare nel riassunto finale.

Ma, naturalmente, è solo una questione di tempo e di addestramento dell’algoritmo.

Difficile prevedere l’impatto di una tecnologia di questo genere sulla società.

Innanzitutto sull’editoria.

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