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Governare il futuro: Musk e Twitter: non è normale che arriva un nuovo ferroviere e il treno cambia strada

Twitter, assieme a una manciata di altre piattaforme social e di condivisione di contenuti, è, ormai, parte integrante della famosa – e famigerata per qualcuno – agorà digitale: un luogo-non-luogo nel quale miliardi di persone condividono informazioni, notizie, pensieri e opinioni, uno spazio di confronto e, talvolta, di scontro attorno al quale, ormai, vive la nostra società, un’infrastruttura essenziale all’esistenza stessa di cultura, economia e democrazia.

Se questa agorà cambia forma, cambia regole, cambia dinamiche di funzionamento l’impatto sull’intera società globale è inevitabile, ineludibile, indiscutibile.

Ecco perché fa riflettere la circostanza che dopo l’acquisto da parte di Elon Musk – l’uomo più ricco del mondo nel 2022 – si sia accesa una discussione planetaria sull’impatto che tale acquisto produrrà su Twitter che, secondo taluni, sarebbe destinato a diventare un mezzo di comunicazione di massa capace di garantire a chiunque più libertà di parola di sempre mentre, secondo altri, un mezzo di distruzione di massa capace di amplificare oltre ogni limite di sostenibilità umana e democratica le parole d’odio, le istanze razziste e xenofobe, le teorie complottiste e la disinformazione.

E il punto, naturalmente, non è se abbiano ragione i primi o i secondi o, magari, né i primi, né i secondi.

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