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Si chiama Omegle e invita a video-chiacchierare con sconosciuti

Si chiama Omegle e il suo logo è una Omega ruotata di 45 gradi.

È uno dei tanti socialnetwork attivi online, peraltro ormai vecchio di oltre dieci anni.

Ma una bella inchiesta della BBC suggerisce di fare attenzione al suo utilizzo, specie da parte dei più piccoli.

Il suo fondatore quando nel 2009 lo ha lanciato aveva appena diciotto anni.

E l’idea di fondo era tanto semplice quanto in contro tendenza rispetto al famoso “non accettare caramelle dagli sconosciuti”, giacché il claim con il quale è sbarcato sul web recita esattamente “chiacchiera con gli sconosciuti”.

Nella sostanza Omegle funziona mettendo in contatto, in maniera assolutamente casuale, due persone e lasciandole poi videochattare quanto e come vogliono.

Tutto quello che l’utente può fare è orientare l’algoritmo di associazione casuale selezionando un interesse.

L’inchiesta della BBC racconta che la pandemia, come accaduto per molti servizi online, ha fatto impennare l’utilizzo di Omegle un po’ in tutto il mondo anche se negli USA e in Gran Bretagna più che altrove.

Tanto per avere un’idea Omegle aveva 34 milioni di visite al mese nel gennaio del 2020 e ne ha registrate 64 milioni nel gennaio del 2021.

Insomma non sarà Facebook ma non è un club per pochi intimi.

Ora l’inchiesta della BBC racconta e documenta che, sfortunatamente, su Omegle capita sempre più spesso che le videochat diventino videochat erotiche nelle quali però – ed è la ragione per la quale val la pena parlarne – uno degli estranei davanti al PC è un minore, talvolta un bambino.

Il social dichiara di non essere adatto a un pubblico di infratredicenni e che gli ultretredicenni ma infradiciottenni dovrebbero entrare accompagnati dai genitori.

Naturalmente, però, siamo alle solite: nessuno verifica l’età all’ingresso e, quindi, secondo la BBC c’è dentro di tutto senza che i servizi di moderazione pure presenti possano nulla contro la legge dei grandi numeri.

E il problema è più complicato di così perché a leggere la stessa inchiesta della BBC pare che i video delle videochat su Omegle rimbalzino poi spesso su TikTok – e probabilmente altrove – dove, naturalmente, invitano visitatori particolarmente giovani a provare l’ebrezza di una chat con uno sconosciuto.

Tanto per dare un numero anche qui, su TikTok, i video taggati con Omegle sono stati visualizzati nove miliardi e mezzo di volte anche se, naturalmente, questo dato non dice nulla sul contenuto dei video in questione che, peraltro, secondo TikTok non contiene contenuti espliciti.

Da Omegle naturalmente rispondono alla BBC che ce le stanno mettendo tutta per tenere pulito il social e che il loro non è un servizio pornografico e men che meno pedopornografico.

Ma a leggere l’inchiesta della BBC il problema esiste e non è da sottovalutare e alcune delle interviste sembrano confermarlo.

Quindi, specie se nostro figlio ci parla di Omegle o, magari, ci sta sopra, forse vale la pena dare un’occhiata a chi siano gli sconosciuti con i quali si intrattiene.