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È nato Yauped, il socialnetwork virtuoso. O almeno così dice

E’ arrivato, anche se non ancora in Italia, Yauped, un social network nuovo di zecca che promette di non essere come gli altri e di rispettarci di più.

Sarà vero?

Io non sono come loro.

Dove loro sono i social network più popolari del web da Facebook a Twitter, passando per Tik Tok, Instagram e gli altri giganti.

È questa la promessa, per la verità un po’ ambiziosa e arrogante con la quale Yauped si è appena affacciato sul mercato dei social network e invita alla prova gli utenti dei Paesi nei quali è già sbarcato.

“Yauped è una nuova e divertente app per social media – dice il claim pubblicitario – che ti libera dai pericoli di tutte le altre piattaforme tecnologiche che contano. La tua esperienza su Yauped include tutte le funzionalità che hai imparato a conoscere con la tua esperienza quotidiana sui social media, inclusi profili, gruppi, eventi, Marketplace, funzionalità di chat e molto altro ancora.”

E poi i creatori di Yauped affondano.

“Parla liberamente ed esprimiti apertamente, senza paura di essere buttato fuori per le tue opinioni. Entra in contatto con amici, familiari, colleghi e persone che condividono i tuoi stessi interessi. Yauped ti consente di comunicare in privato, guardare i tuoi contenuti preferiti, acquistare e vendere articoli o trascorrere del tempo condividendo le tue esperienze di vita.”

Fino a arrivare al cuore della proposizione commerciale con la quale la nuova app sembra intenzionata a sbaragliare la concorrenza.

“Yauped protegge i diritti e la privacy dei membri della nostra comunità. Yauped crede che le persone abbiano diritto alla sicurezza, alla privacy, alla libertà di parola e alla libertà di espressione. Tutti i dati personali vengono mantenuti riservati e non vengono mai venduti a terzi.”

Parola più parola meno è così che l’ultimo arrivato nell’affollato universo dei social media si presenta al suo pubblico e prova a conquistarlo.

Confesso che istintivamente dubito di chi presenta dichiarandosi migliore di qualcun altro e non mi piace chi punta l’indice contro i concorrenti additandoli, poco conta se a torto o a ragione, come irrispettosi della privacy altrui e liberticida.

Ma, al tempo stesso, credo sia un bell’esperimento sociale stare a guardare quanto il presentarsi al pubblico come un social network più rispettoso della privacy e della libertà di espressione susciterà un interesse reale degli utenti.

Siamo disposti a investire un po’ del nostro tempo, anche solo per provare Yauped, nella speranza che sia effettivamente e per davvero più rispettoso di noi?

Chissà.

Io qualche dubbio ce l’ho ma, naturalmente, mi auguro di essere smentito dai numeri degli utenti che saliranno su Yauped nelle prossime settimane.

Se ce ne importa abbastanza della nostra privacy e delle nostre libertà, probabilmente, Yauped merita un’occhiata, anche solo per arrivare alla conclusione che, magari, non è poi così diverso dagli altri.

Ne riparliamo tra qualche settimana quando dovrebbe sbarcare anche negli store italiani?

Frattanto se ne sentite parlare o se vivete in un Paese nel quale Yauped è già arrivato mi segnalate qui sotto cosa vi convince di più, cosa di meno e cosa, eventualmente, non vi convince affatto?