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I sistemi di parental control esistono, scopriamoli e usiamoli

Chissà quanti sono i ragazzini e gli adolescenti ai quali Babbo Natale ha portato uno smartphone, un tablet o una console per videogame connessa a Internet.

È così che va il mondo e la pandemia, oggettivamente, ha reso per tutti – più piccoli inclusi – più importante di sempre restare connessi.

Ed è per questo che oggi parliamo di parental control.

L’arrivo di uno smartphone o di un altro dispositivo connesso tra le mani di un bambino, un ragazzino, un adolescente è destinato a spalancargli le porte di un mondo straordinario, pieno di stimoli, contenuti, esperienze da vivere.

Si può discutere di quale sia il momento giusto per regalare a un ragazzino uno di questi dispositivi ma non del fatto che questo momento arriva e arriva sempre prima per decine di ragioni diverse, non ultima la pandemia.

È, per questo, che, probabilmente, vale la pena, da genitori, ritagliarci qualche minuto delle nostre vacanze natalizie per scoprire, esplorare, conoscere i sistemi di parental control che quasi tutti i produttori di dispositivi e fornitori di servizi online, ormai, rendono disponibili.

Come suggerisce il nome, questi sistemi, servono a garantire ai genitori un controllo più o meno intenso su quello che la figlia o il figlio fanno e faranno con smartphone, tablet, console per videogame o app.

Limitare il tempo massimo di utilizzo di un dispositivo o di una singola app, limitare la possibilità di fare acquisti digitali in autonomia, limitare l’utilizzo di alcuni servizi di messaggistica o settare un’app in maniera tale da tenere i propri figli lontani dalle insidie più pericolose o, almeno, limitare i rischi.

Sono alcuni degli obiettivi raggiungibili utilizzando in maniera corretta i sistemi di parental control già disponibili sul mercato, sistemi che, sfortunatamente, i grandi produttori di dispositivi e software non pubblicizzano quanto dovrebbero.

Questa scarsa generosità di consigli e suggerimenti per i genitori dei loro utenti più piccoli è, naturalmente, un tema sul quale, nei mesi che verranno, sarà opportuno investire risorse e energie crescenti perché certe cattive abitudini cambino in fretta.

Ma, frattanto, val la pena che noi genitori ci portiamo avanti con il lavoro.

L’iphone e l’ipad, gli smartphone con a bordo un sistema android, le consolle di casa Microsoft e Nintendo, le app scaricabili dagli store di Apple e di Google, tutti mettono a disposizione servizi di parental control utili a rendere più sicuro il primo contatto – e non solo il primo – tra il web, l’universo digitale e i nostri figli.

Ma sono sistemi ampiamente sotto utilizzati perché noi genitori non li usiamo o li usiamo meno di quanti potremmo.

Senza poter né voler qui attardarsi a raccontare come funzionano i sistemi di parental control di app e dispositivi più utilizzati, vale, però, la pena di suggerire di lanciare una ricerca online scrivendo, semplicemente, “parental control” seguito dal titolo dell’app o dalla marca del dispositivo che ci interessano.

Atterreremo sulle pagine del fornitore del servizio o del produttore del dispositivo che ci racconteranno come usare il sistema e configurare app o dispositivo a prova di ragazzino o, almeno, nel modo più prossimo alle sue esigenze e abilità.

Ovviamente non basta, non può bastare ed è giusto che non basti perché niente può sostituire l’importanza dell’educazione e della vicinanza di un genitore al proprio figlio nel momento in cui si lancia verso nuove esperienze ma è un primo passo importante e che può fare la differenza.