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USA: i ribelli del Campidoglio o i presunti tali fuori dai siti di appuntamenti online

Anche i siti di appuntamenti online, ora, hanno deciso di seguire l’esempio di Facebook & c. e di iniziare a far pulizia tra i loro utenti.

Fuori tutti quelli che hanno partecipato – forse – all’assalto al Campidoglio.

Tinder, Bumble, Ok Cupid e gli altri grandi siti di incontri americani si stanno dando da fare per mettere alla porta una serie di utenti rei di aver partecipato all’assalto al Campidoglio dei giorni scorsi o, almeno, sospettati di avervi partecipato.

Riconoscimento facciale, analisi dei messaggi scambiati tra gli utenti, segnalazioni di altri utenti alcuni degli strumenti utilizzati per raggiungere il risultato.

Tutti strumenti con un paio di caratteristiche importanti in comune: rispettano poco la privacy e non sono infallibili.

In tanti, quindi, in queste ore e nei giorni che verranno rischiano di essere etichettati dalle grandi piattaforme di dating online come sgraditi, pericolosi, facinorosi, criminali se non addirittura terroristi ma non è detto che lo siano davvero.

La notizia, naturalmente, può essere salutata con un sorriso giacché, in fondo, la decisione dei gestori dei siti di incontri online costringe, semplicemente, qualcuno a cercare l’anima gemella altrove o con soluzioni più tradizionali se ha partecipato all’attacco del Congresso o è sospettato di avervi partecipato.

In realtà, però, è straordinariamente sintomatica del punto al quale siamo arrivati.

Ormai anche le agenzie matrimoniali di una volta ritengono di potersi ergere a giudici delle libertà altrui e mettere alla porta un uomo o una donna solo perché qualcuno lo ha segnalato come possibile partecipante all’assalto del Campidoglio o peggio perché un software di riconoscimento facciale – chissà se e quanto infallibile – ha ritenuto di riconoscerlo tra le immagini dell’assalto o sul sito del FBI.

Povero chi – e ci saranno certamente – pensando di far colpo su una donna le ha bisbigliato in chat di esser stato al Campidoglio anche se, magari, era dietro alla TV a vedere la partita.

Ora rischia di ritrovarsi fuori da Tinder e, quel che è peggio, con l’FBI sotto casa.

Credo sia davvero arrivato il momento di recuperare il lume della ragione.

L’obiettivo perseguito è, ovviamente, sempre nobile e lodevole ma questi mezzi sono democraticamente e giuridicamente indifendibili.

Guai a stancarsi di ripetere che a adottare questo genere di decisioni, auspicabilmente all’esito di un’indagine seria ed a prova di privacy, devono essere solo Giudici e Autorità.