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Basta un post e la disinformazione diventa benzina sul fuoco.

A volte, spesso per la verità, basta un post, su un social network qualsiasi per scatenare un autentico inferno sulle strade e poco conta che il post in questione racconti un fatto vero o semplicemente verosimile.

Los Angeles è generalmente considerata una città moderna e culturalmente evoluta anche in termini di rispetto garantito alla comunità gay, lesbo e trans ma, nei giorni scorsi, è bastato un post su Instagram a trasformare le sue strade in un autentico campo di battaglia.

Il post in questione raccontava, con una manciata di parole e un paio di fotogrammi piuttosto ambigui, di alcune donne che si sarebbero trovate un uomo nudo, in un’area a loro dedicata, in una SPA.

L’uomo, in realtà – sempre stando al post – sarebbe stato una trans.

Impossibile, sin qui, verificare l’attendibilità della notizia.

La SPA nega la presenza di trans nella struttura il giorno del presunto incidente.

Ma tanto è bastato perché il post diventasse virale, fosse letteralmente adottato dalle associazioni e dai movimenti dell’estrema destra che lo hanno utilizzato come pretesto per organizzare proteste e manifestazioni in strada e lanciare un’autentica caccia alle trans che la polizia ha impiegato due giorni a sedare.

Impossibile, sin qui, anche rintracciare l’autore del post la cui identità è rimasta celata dietro al nome di fantasia scelto per il proprio profilo Instagram.

Ma intanto gli scontri in strada ci sono stati davvero…

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