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Governare il futuro – Pornografia non consensuale, è l’ora della tolleranza zero

Si è celebrata il 25 novembre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

I dati del fenomeno, nel nostro Paese, registrati dall’ISTAT, rappresentano, purtroppo, un fenomeno in costante aumento, un fenomeno a proposito del quale, a ragione, la Ministra della Giustizia Marta Cartabia ha parlato di “vergogna della nostra civiltà”.

Ma c’è una vergogna nella vergogna che si chiama pornografia non consensuale online.

Foto e video – indistintamente di donne e uomini – che finiscono online e diventano di dominio pubblico contro la volontà dei protagonisti devastando la loro vita e, spesso, quella dei loro familiari, bambini inclusi che rischiano, divenuti adolescenti, di imbattersi, in video e fotografie, a contenuto pornografico, dei quali sono protagonisti il padre o la madre.

Per l’ISTAT, nell’ultimo anno – certamente anche complice la pandemia che ha costretto milioni di persone giovani e adulte a vivere nella dimensione digitale anche la sessualità – il fenomeno è cresciuto del 45%.

Ma sono i numeri appena pubblicati da Permesso Negato, un’associazione non profit specializzata nel contrasto al fenomeno, nel suo “State of revenge 2021” quelli che, forse, raccontano meglio i tratti caratteristici della tragedia della dignità, della libertà, del rispetto umano che si sta consumando sotto i nostri occhi.

E tra i tanti numeri ce ne sono alcuni più significativi degli altri.

Ci sono, oggi, solo su Telegram, 190 canali attivi nella condivisione di contenuti di pornografia non consensuale frequentati da nove milioni di utenti non unici e da quasi quattrocentomila utenti unici.

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