Salta al contenuto

Hadopi, la nuova via francese all’antipirateria

Chissà quanti si ricordano del lancio dell’Hadopi, l’alta autorità francese per la lotta alla pirateria audiovisiva istituita con una legge da più parti accusata di essere censorea e liberticida: un avvertimento, un altro avvertimento e poi via un ordine di disconnessione da Internet per l’utente accusato di essere pirata.

Era il simbolo della via francese per la lotta alla pirateria.

Fortissimamente voluta dall’allora Presidente Sarcozy.

Nel 2013, la legge, poi, fu rivista e corretta, sostituendo la sanzione della disconnessione con la più ragionevole previsione di una sanzione pecuniaria.

In questi giorni, in Francia, dopo oltre un decennio di alterne vicende, l’Hadopi torna a far parlare di sé, ma, questa volta, forse, in positivo.

Niente più minacce, manette brandite contro i pirati, immagini cupe sulle sorti di chi avesse scaricato illegalmente un film.

L’Hadopi ha deciso di giocare una parte importante della sua missione di contrasto alla pirateria utilizzando la forza della comunicazione.

E la direzione sembra quella giusta.

Un sito internet dedicato a una nuova campagna di comunicazione quasi integralmente incentrata sulla migliore qualità dei contenuti e servizi accessibili attraverso le piattaforme legali in confronto a quelli disponibili sulle piattaforme illegali.

Una serie di spot destinati a circolare sul web, in radio e in tv che, nella sostanza, ridicolizzano l’offerta pirata evidenziandone una serie di cliché negativi con i quali, difficilmente, gli affezionati delle piattaforme del mercato nero non si sono imbattuti: lingua o sottotitoli sbagliati, pubblicità invasiva che compare proprio nel momento più inopportuno, scarse risorse di connettività disponibili con conseguente rischio di problemi di fruizione fluida dei contenuti, ore e ore spese a cercare di raggiungere il contenuto che si è scelto di vedere tra falsi positivi e spezzoni incompleti o di scarsa qualità registrati di nascosto in una sala cinematografica.

Via le minacce, insomma, in campo la comunicazione, l’educazione, l’informazione.

E il sito dedicato all’iniziativa pubblica anche la percentuale di utenti di piattaforme legali che si dice soddisfatta della qualità di servizi e contenuti: 87%.

Poi, in fondo alla pagina, un link che punta dritto per dritto a un catalogo dell’offerta legale di contenuti digitali online.

La strada, questa volta, dieci anni dopo, sembra decisamente migliore, una strada che, probabilmente, Autorità e Istituzioni, anche da questa parte delle Alpi, dovrebbero seguire con sempre maggiore determinazione: educare è decisamente meglio che sanzionare, più efficace, più definitivo.

Ovvio, peraltro, per tornare per un istante alla campagna di comunicazione di Hadopi sull’antipirateria che se l’offerta legale non riuscirà, come talvolta ancora capita, a mantenere fede al primato in termini di qualità evidenziando disservizi non rari sia in termini di risorse di connettività disponibili che di invasività della pubblicità, l’iniziativa potrebbe trasformarsi in un boomerang.