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Privacy Daily – 16 gennaio 2021

WhatsApp rinvia di tre mesi l’aggiornamento dei termini di servizio. Nei giorni scorsi era intervenuto il Garante per la Protezione dei dati personali

“Siamo a conoscenza del fatto che il nostro recente aggiornamento abbia creato un po’ di confusione. Dato che la circolazione di informazioni errate e non veritiere ha causato preoccupazione, desideriamo fare chiarezza e assicurarci che tutti comprendano i principi su cui ci basiamo”.  Dopo le polemiche. WhatsApp rinvia a maggio, non più a febbraio, l’aggiornamento dei termini di servizio e sottolinea: “Non aumenta la nostra capacità di condividere le informazioni con Facebook. WhatsApp – spiega il post apparso sul blog della piattaforma di messaggistica – si fonda su un concetto semplice: tutto ciò che condividi con familiari e amici rimane tra voi. Questo significa che continueremo a proteggere le tue conversazioni personali con la crittografia end-to-end. Grazie a questa misura di sicurezza, né WhatsApp né Facebook possono vedere i tuoi messaggi privati. Per questo non teniamo traccia delle persone che chiami o a cui invii messaggi. WhatsApp non può nemmeno vedere la posizione da te condivisa e non condivide i tuoi contatti con Facebook”. “Stiamo posticipando – aggiunge la nota – la data in cui richiederemo ai nostri utenti di rivedere e accettare i termini. L’8 febbraio, nessun account verrà sospeso o eliminato. Continueremo a impegnarci per fare chiarezza sulle informazioni errate riguardanti la sicurezza e la privacy su WhatsApp. In modo graduale, e secondo le tempistiche di ciascuno, inviteremo i nostri utenti a rivedere l’informativa prima del 15 maggio, quando saranno disponibili le nuove opzioni business”. Nei giorni scorsi era intervenuto il Garante per la protezione dei dati personali che aveva chiesto chiarezza ed espresso preoccupazione sui termini dell’aggiornamento sottolineando come non fosse possibile per gli utenti evincere quali fossero le modifiche introdotte.

https://blog.whatsapp.com/giving-more-time-for-our-recent-update

Qui anche il comunicato stampa dell’altro ieri del Garante.

Telegram: hacker possono individuare la tua posizione

Se usi un dispositivo Android o, in alcuni casi, un iPhone, l’app di Telegram consente agli hacker di trovare facilmente la tua posizione precisa quando abiliti una funzione che consente agli utenti geograficamente vicini a te di connettersi.

Telegram feature exposes your precise address to hackers | Ars Technica


Clearview AI ha registrato un aumento dell’uso dopo l’assalto al Campidoglio

Il CEO di Clearview AI, una controversa app di riconoscimento facciale, ha affermato che l’app ha visto un aumento del 26% delle ricerche il giorno dopo le violenze in Campidoglio.

Facial recognition use spiked after D.C. riot. Privacy advocates are leery. (publicsource.org)