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USA: la tecnologia sbagliata frena la lotta al virus. Una lezione importante

In una società digitale come quella in cui viviamo gli errori nelle scelte tecnologiche rendono l’amministrazione meno efficiente in danno dei cittadini persino quando si tratta di combattere contro il virus.

L’allarme sembra credibile perché oltre a essere documentato è lanciato dalla MIT Technology Review: dopo un anno dall’inizio della pandemia il Governo americano è ancora tecnologicamente impreparato, nonostante gli investimenti importanti sin qui affrontati, a contrastare efficacemente il virus utilizzando soluzioni tecnologiche adeguate.

L’ultima prova di questa conclusione arriva da un software che si chiama VAMS che sta per sistema di gestione dell’amministrazione dei vaccini, un sistema comprato senza gara dalla Deloitte e costato 44 milioni di dollari.

Il sistema avrebbe dovuto supportare le strutture sanitarie di tutti gli Stati americani nella distribuzione del vaccino a cominciare dalla prenotazione ma non sta andando esattamente così e la responsabilità sembra essere ampiamente imputabile al cattivo funzionamento del software che alcuni Stati si sono visti costretti a smettere di utilizzare.

La scarsa usabilità delle interfacce specie attraverso gli smartphone con pulsanti che finiscono addirittura fuori dallo schermo visibile, la progettazione niente affatto pensata per un pubblico largamente composto anche da anziani, assieme a veri e propri errori di programmazione che determinano l’inspiegabile cancellazione di prenotazioni pure regolarmente eseguite rendono il sistema semplicemente inadeguato allo scopo.

Il risultato è scontato: la distribuzione dei vaccini prosegue a rilento e la pandemia avanza più velocemente di quanto sarebbe stato lecito attendersi.

Ovviamente gli sviluppatori del software e chi si ritrova a difenderlo se la prendono con gli utenti, i cittadini e quelli del sistema sanitario, accusati di non saperlo usare.

Ma se in milioni fanno fatica a trovare un pulsante da cliccare sullo schermo di uno smartphone è più facile pensare che quel pulsante sia disegnato male che in milioni non siano capaci a usare lo smartphone.

E, in ogni caso, tener conto del disagio tecnologico e dell’analfabetismo digitale dei cittadini dovrebbe essere in cima alla lista di chi progetta e disegna un’app destinata a essere usata da tutti perché prenotare un vaccino non può essere un affare da geek, smanettoni o informatici esperti.

E’ una lezione importante della quale, probabilmente, faremmo bene a far tesoro anche a casa nostra dove, per la verità, a quanto si legge in giro, non tutte le soluzioni tecnologiche in campo per la lotta al virus, incluse quelle di alcune Regioni proprio per la prenotazione dei vaccini sembrano esenti dal problema.

Non c’è niente da fare, in una società digitale il buon governo e la buona attuazione delle politiche pubbliche passa necessariamente per la progettazione, lo sviluppo e l’adozione di buone soluzioni tecnologiche.

In assenza non ci sono chance di successo.