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Governare il futuro – Crittografia e contrasto alla pedopornografia online: il dibattito è aperto.

Facebook annuncia di voler estendere la crittografia a tutte le proprie piattaforme e le forze dell’ordine reagiscono sostenendo che significherebbe la fine del contrasto alla pedopornografia online.

È uno di quei casi nei quali, probabilmente, c’è una sola posizione inaccettabile e non condivisibile ed è quella di chi si dice sicuro di avere la risposta giusta in tasca e si schiera senza esitazioni da una parte o dall’altra della barricata perché il problema esiste, è enorme e va affrontato ora, valutando, ponderando, bilanciando i diritti e gli interessi in gioco, tutti egualmente preziosi, tutti difficilmente sacrificabili.

Il punto di partenza, semplificato il più possibile per consentire a tutti di partecipare a un dibattito che sarebbe bello fosse il più aperto e partecipato possibile e non limitato ai soliti addetti ai lavori di sempre è questo: la tecnologia oggi consente di rendere inaccessibile o davvero molto difficilmente accessibile, anche alle forze dell’ordine, il contenuto di ogni comunicazione tra due o più persone attraverso qualsiasi piattaforma digitale che si tratti di una chat, di una chiamata vocale o di una videochiamata.

È, naturalmente, un’ottima notizia per la privacy e la riservatezza delle nostre comunicazioni specie in una stagione nella quale, troppo spesso, si è assistito e si assiste a intromissioni illegittime nella nostra vita privata da parte di soggetti pubblici e privati.

E, buona notizia nella buona notizia, le big tech, in questo caso Facebook in testa, hanno sempre più chiaro che se vogliono continuare a poter contare sulla fiducia dei loro utenti devono garantire loro, tra l’altro, quanta più riservatezza possibile.

Ma, come spesso capita nell’universo digitale, non ci sono rose senza spine.

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