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Governare il futuro – La faccia dei bambini per un panino? No grazie

Rimbalza da un articolo del Financial Times il progetto, in corso di implementazione in Inghilterra, di utilizzare il riconoscimento facciale in diverse mense scolastiche.

Troppo difficile servire una scolaresca affamata in soli venticinque minuti se ci si deve anche assicurare di farsi pagare o, comunque, verificare di servire il panino a chi ne ha diritto.

È questo uno dei principali argomenti opposto dalle scuole che hanno scelto di adottare il riconoscimento facciale nelle loro mense per consentire agli alunni di pagare la merenda a chi ha sollevato qualche perplessità sulla decisione.

L’altro – che per la verità sembra ancora meno solido considerato il contesto – è che il riconoscimento facciale elimina il rischio di truffe che caratterizza l’uso degli altri strumenti di pagamento elettronico più tradizionali.

L’ultimo degli argomenti, quello più di tendenza, è che il riconoscimento facciale eliminerebbe, in periodo di pandemia, ogni contatto con gli alunni quasi che le carte contactless non consentano di raggiungere lo stesso risultato e, soprattutto, che evitare il contatto al momento del pagamento in una mensa piena di ragazzini che poi finiscono a mangiare l’uno accanto all’altro rappresenti davvero una soluzione salvifica contro il virus.

L’idea è, oggettivamente, difficilmente difendibile senza se e senza ma.

L’episodio, però, racconta meglio di tanti altri quanto sia difficile, ovunque e a tutti i livelli, resistere alla tentazione tecnologica o, meglio, al principio machiavellico – che, per la verità, ha ben poco di democratico – secondo il quale il fine giustifica i mezzi, specie quelli tecnologici anche a discapito dei diritti, inclusi quelli fondamentali.

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