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Privacy Daily – 11 marzo 2021

EDPB pubblica una dichiarazione sul regolamento ePrivacy, accoglie con favore il mandato negoziale e sottolinea alcuni punti critici

L’EDPB accoglie con favore il mandato negoziale concordato adottato dal Consiglio sulla protezione di privacy e riservatezza nell’uso dei servizi di comunicazione elettronica (“posizione del Consiglio”), quale passo positivo verso un nuovo regolamento e-privacy. È della massima importanza che il quadro generale della UE per la protezione dei dati sia rapidamente integrato con norme armonizzate per la comunicazione elettronica. Come già affermato in numerose occasioni, il regolamento ePrivacy non deve in nessun caso
abbassare il livello di protezione offerto dall’attuale direttiva e-privacy, ma dovrebbe integrare il GDPR fornendo ulteriori forti garanzie di riservatezza e protezione di tutti i tipi di comunicazione elettronica. In nessun modo il regolamento ePrivacy può essere utilizzato per modificare de facto il
GDPR. A questo proposito, la posizione del Consiglio solleva una serie di preoccupazioni e l’EDPB desidera sottolineare questioni che dovrebbero essere affrontate nei prossimi negoziati.

https://edpb.europa.eu/sites/edpb/files/files/file1/edpb_statement_032021_eprivacy_regulation_en.pdf


Gli studenti universitari vogliono essere coinvolti sulla gestione dei loro dati

Un nuovo studio pubblicato mercoledì dalla National Association of Student Personnel Administrators e dal think tank New America ha rivelato che gli studenti universitari vogliono essere più coinvolti nella pianificazione della sicurezza dei propri dati personali per le finalità di studio e ricerca. Finanziato dalla Bill and Melinda Gates Foundation, lo studio ha intervistato alcuni studenti universitari durante il semestre autunnale 2020, scoprendo anche che generalmente c’è fiducia sulla capacità delle scuole per mantenere i dati al sicuro, anche durante i semestri virtuali condotti da remoto durante la pandemia di COVID-19.

On data privacy, university students want collaboration, transparency (edscoop.com)


Cederesti i tuoi dati personali per contenuti gratuiti? 1 su 6 dice di sì

Secondo un recente sondaggio YouGov condotto a Singapore un abitante su sei (16%) è disposto a rinunciare ai propri dati personali per contenuti gratuiti, con poco più della metà (55%) che non è disposta e un quarto (25%) è indeciso.Il doppio della disponibilità per gli uomini rispetto alle donne (21% vs 11%). I “Millenials” (quelli nati tra il 1981 e il 1996) sono i più disposti a scambiare i loro dati personali con contenuti gratuiti, 22 per cento. mentrE la cosiddetta “Gen Z” (1997-2009) si attesta al 21 per cento e la “Gen X” (1965-1980) al 18 per cento.

Will you give up your personal data for free content? 1 in 6 say yes, Lifestyle News – AsiaOne