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Privacy Daily – 30 settembre 2021

Stati Uniti: necessario un accordo per i flussi di dati UE-USA

La Camera di Commercio degli Stati Uniti ha chiesto un nuovo accordo sui flussi di dati transatlantici, affermando che i flussi di dati sono “la linfa vitale del partenariato commerciale e di investimento USA-UE”. Dalla sentenza “Schrems II” del luglio 2020, le aziende sono “intrappolate nel fuoco incrociato di indagini e azioni legali che iniettano incertezza sui trasferimenti transfrontalieri di dati”. L’organizzazione ha affermato che un nuovo accordo Privacy Shield che porta certezza giuridica ai trasferimenti di dati dovrebbe essere una “priorità assoluta” per gli Stati Uniti e l’UE.

Transatlantic Data Flows: Moving Data with Confidence | U.S. Chamber of Commerce (uschamber.com)


Le implicazioni per la privacy dell’utilizzo di tecnologie di monitoraggio dell’autolesionismo

Sara Collins e Yasamin Sharifi, Policy Fellow Anisha Reddy, ex Policy Fellow Jasmine Park e Director of Youth and Education Privacy Amelia Vance hanno pubblicato un rapporto sulle implicazioni sulla privacy delle tecnologie di monitoraggio dell’autolesionismo nelle scuole. Il rapporto esplora come viene utilizzata la tecnologia, le domande sollevate sul diritto alla privacy degli studenti, quali informazioni sugli studenti si ottengono e chi ha accesso ad essa, raccomandazioni per ridurre i rischi.

The Privacy and Equity Implications of Using Self-Harm Monitoring Technologies – Student Privacy Compass


Decisione irlandese dell’ DPC su WhatsApp: cosa devi sapere?

Il 2 settembre, la Commissione irlandese per la protezione dei dati ha annunciato di multare WhatsApp per 225 milioni di euro. Il DPC ha concluso che WhatsApp non è riuscita tra l’altro: a fornire le informazioni sulla privacy richieste agli utenti di WhatsApp, come richiesto dall’articolo 13 del regolamento generale sulla protezione dei dati dell’UE; fornire informazioni privacy relative ai contatti degli utenti di WhatsApp – “non utenti” – i cui dati personali sono stati trattati al fine di mostrare agli utenti quali dei loro contatti erano anche utenti di WhatsApp, come previsto dall’articolo 14 del GDPR; rendere disponibili le informazioni sulla privacy in una “forma facilmente accessibile”, come richiesto dall’articolo 12 del GDPR.

Irish DPC WhatsApp decision: What do you need to know? (iapp.org)