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Hadopi 2: un esempio da non imitare.

La notizia è ormai nota la seconda versione della Legge francese antipirateria (Hadopi 2) è stata definitivamente approvata dall’Assemblea Nazionale e si avvia, pertanto, a divenire la punta di diamante - o se preferite la testa d’ariete - in Europa di un approccio all’antipirateria che travolge i diritti fondamentali dei cittadini ed utenti in nome di una presunta ma non provata - né sostenibile - superiorità gerarchica dei diritti di proprietà intellettuale rispetto ad altri diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino.

Non tutto è perduto però perché, nelle prossime settimane, il Consiglio Costituzionale francese - che ha già cassato la Hadopi 1 - tornerà a pronunciarsi sul testo della Hadopi 2 ed avrà dunque occasione di ribadire l’esistenza di un diritto fondamentale dei cittadini all’utilizzo delle risorse di rete per l’accesso all’informazione.

Sotto tale profilo la Hadopi 2 non è poi tanto diversa dalla Hadopi 1.

Ecco, in estrema sintesi, le ragioni che conducono a tale conclusione:

(a) il provvedimento di disconnessione non è più adottato da un’autorità amministrativa come nella precedente versione ma da un giudice che, tuttavia, può pronunciarlo all’esito di una procedura sommaria e senza contraddittorio nell’ambito della quale, pertanto, il diritto dell’imputato alla difesa viene travolto in assenza di qualsivoglia presupposto di urgenza.

Anche a voler condividere l’idea secondo la quale il diritto di proprietà intellettuale, nell’era dell’accesso, va trattato alla stregua di un diritto di proprietà tout court, francamente, non riesco a comprendere perché un ladro di CD abbia diritto ad un giusto processo mentre un pirata no!

(b) il procedimento sanzionatorio muove da una presunzione di colpevolezza non solo del “pirata” ma addirittura del soggetto che ha - anche se involontariamente e per negligenza - posto a disposizione del “pirata” le risorse di connettività utilizzate per la commissione dell’illecito.

Anche in questo caso - ma sono convinto che ciò formerà oggetto di grande attenzione da parte del Consiglio Costituzionale - è inaccettabile che la difesa dei diritti di proprietà intellettuale comporti la rivisitazione di principi cui sono saldamente legati gli ordinamenti giuridici di tutti i Paesi democratici: nessuno può essere punito per un fatto commesso da altri e, soprattutto, tutti siamo innocenti fino a prova contraria.

Suggerisco ai francofoni l’ascolto della dichiarazione di voto contraria di Jean Pierre Brard nel video qui sopra (proverò a tradurla e sottotitolarla nel week-end tempo permettendo) ed ai meno francofoni di limitarsi ad orecchiare la colonna sonora di protesta realizzata dando sfogo a quella libertà e creatività che la Hadopi 2 minaccia.

2 Comments on “Hadopi 2: un esempio da non imitare.”

  1. #1 Stefano Quintarelli
    on Set 25th, 2009 at 6:04 pm

    riguardo (1) nel post, mi e’ stato detto che, se un utente fa appello alla decisione, si rientra immediatamente nella procedura ordinaria, con tre gradi di giudizio.
    ti risulta ?

  2. #2 Bob
    on Ott 25th, 2009 at 8:46 am

    Ritengo la hadopi una legge giusta che mi auguro venga seguita anche in Italia al più presto. Per troppo tempo si è lasciato distruggere un settore, di cui faccio parte, senza preoccuparsi delle migliaia di posti di lavoro persi e di piccole imprese chiuse. Le misure fino ad ora adottate non hanno nemmeno scalfito il fenomeno ed era tempo di passare a misure più severe. Basta inneggiare alla libertà, nessuna libertà verrà lesa a meno che non intendiate per libertà il voler fare quel che si vuole a dispetto di regole, leggi e del lavoro altrui. I tre avvertimenti mi sembrano sufficentemente garantisti.

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