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Privacy Daily – 23 febbraio 2021

Le chat della clubhouse vengono violate, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza

Un utente non identificato della popolare app Clubhouse è stato in grado di trasmettere in streaming feed audio da “più stanze” ad un altro sito Web. Una settimana dopo che la popolare app di chatroom audio aveva dichiarato di poter garantire che i dati degli utenti non potessero essere rubati. Reema Bahnasy, portavoce di Clubhouse, ha fatto sapere che l’utente è “bandito definitivamente” e che l’app ha installato nuove “protezioni” per evitare che si ripeta.

https://www.latimes.com/business/story/2021-02-21/clubhouse-chat-security


CNIL pubblica linee guida sulla conformità dei chatbot alle norme sulla protezione dei dati

L’autorità francese per la protezione dei dati (CNIL) ha pubblicato le linee guida sull’utilizzo dei chatbot nel rispetto dei requisiti di protezione dei dati. Le linee guida della CNIL riguardano, tra l’altro, i requisiti dei cookie, il processo decisionale automatizzato e la raccolta di categorie speciali di dati personali. Per quanto riguarda i cookie, la CNIL ha osservato che l’operatore può inserire un cookie prima di attivare il chatbot dopo aver ottenuto il consenso dell’utente o che il cookie può essere inserito dopo che l’utente ha attivato la funzione chatbot. Nel secondo caso, CNIL ha ritenuto che l’inserimento del cookie potrebbe essere considerato strettamente necessario e, pertanto, non richiedere il previo consenso degli utenti, ovviamente sempre che la sua unica finalità sia quella di consentire il funzionamento del chatbot.

Chatbots : les conseils de la CNIL pour respecter les droits des personnes | CNIL


Facebook, Google, Microsoft, TikTok e Twitter adottano il codice australiano contro la disinformazione, centrale la tutela della privacy degli utenti

Molti dei giganti della tecnologia hanno concordato in Australia un codice di condotta contro la disinformazione sulle rispettive piattaforme. I firmatari – Facebook, Google, Microsoft, Redbubble, TikTok e Twitter impegnati al comune rispetto del codice, pubblicheranno ogni anno un rapporto sulla trasparenza e sugli sforzi intrapresi. Il testo è stato preparato da Digital Industry Group Inc (DiGi), un’associazione di settore senza scopo di lucro che sostiene l’industria digitale in Australia. Il codice chiede ai firmatari di essere consapevoli della Dichiarazione universale dei diritti umani ed è incentrato sulla protezione della privacy degli utenti e degli obblighi per la tutela della privacy dei cittadini australiani.

https://www.zdnet.com/article/facebook-google-microsoft-tiktok-and-twitter-adopt-aussie-misinformation-code/