Salta al contenuto

Privacy Daily – 15 febbraio 2021

Proteste e allarme sulla proposta di una “legge informatica” della giunta militare del Myanmar che limita l’accesso alla Rete e la privacy

Diversi sostenitori dei diritti umani e organizzazioni della società civile, tra cui l’Asia Internet Coalition (AIC), hanno lanciato l’allarme contro il disegno di legge per una nuova “Legge informatica” voluta dalla giunta militare alla guida del Myanmar. Secondo Reporter senza frontiere (RSF) la legge prevederebbe una censura preventiva online, limitando le attività dei sostenitori della democrazia e violando la riservatezza dei dati dei giornalisti e il diritto ad avere informazioni affidabili. Le piattaforme di social media possono essere costrette “a condividere informazioni private sui loro utenti quando richiesto dalle autorità” e senza bisogno di un ordine del Giudice.

Civil society groups raise alarm over proposed Myanmar junta cyberlaw restricting access and privacy – JURIST – News – Legal News & Commentary


La privacy è morta? Lunga vita alla privacy

In Australia e non solo il tempa della privacy è “sempre più caldo” come dice Daniel Harding, direttore, Australia Operations, MaxContact. Gli esperti di tutto il mondo si confrontano Nick Savvides Senior Director of Strategic Business, APAC afferma: “La privacy è morta è una conclusione facile da raggiungere, ma non credo sia vero. La privacy è un argomento ingannevolmente complesso, è qualcosa che deve essere guardato attraverso lenti sociali e tecnologiche, che a loro volta cambiano nel tempo”

iTWire – Is privacy dead?


L’indice della privacy: quali sono le aziende con il maggior numero di dati dei consumatori israeliani?

Sono 450 le aziende che detengono più dati dei cittadini israeliani. A dirlo è la startup israeliana MINE che consente agli utenti di riacquistare potere sui propri dati personali, cancellando al contempo le informazioni esistenti, e che ha predisposto un indice su quali aziende controllano il maggior numero di dati dei cittadini israeliani. Quali sono quelle cui è arrivato il maggior numero di richieste di cancellazione? Chi adempie più velocemente? La consapevolezza crescente attorno alla privacy ha portato gli utenti di tutto il mondo a richiedere le loro informazioni a grandi aziende. Trai i dati della ricerca di Mine, l’azienda cui gli israeliani richiedono il maggior numero di cancellazione dei dati è Wish, la piattaforma di e-commerce. Seguono Change.org e le piattaforme di social media Twitter, Snapchat, Pinterest e Tumblr

Data privacy index: Which companies know most about the Israeli consumer? (geektime.com)