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Privacy Daily – 9 marzo 2021

Contro il revenge porn un canale di emergenza per le vittime potenziali
Collaborazione tra Garante Privacy e Facebook per aiutare le persone che temono la diffusione senza il loro consenso di foto o video intimi

Contro il revenge porn, una delle forme più odiose di violenza sulle donne e più, in generale, contro la pornografia non consensuale, il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di mettere a disposizione sul proprio sito un canale di emergenza. Le persone che temono che le loro foto o i loro video intimi possano essere diffusi senza il loro consenso su Facebook o Instagram, potranno segnalare questo rischio e ottenere che le immagini vengano bloccate. Il canale di segnalazione preventiva è quello attivato lo scorso anno in Italia, come programma pilota, da Facebook e che è stato accessibile fino ad ora nel nostro Paese solo attraverso una associazione no profit.

Contro il revenge porn un canale di emergenza per le vittime potenziali…. – Garante Privacy (gpdp.it)


Russia: il Ministero dello sviluppo digitale autorizza le università a utilizzare l’identificazione biometrica per gli esami a distanza

Il Ministero dello sviluppo digitale ha annunciato di aver emesso una risoluzione per consentire alle università di utilizzare l’identificazione biometrica per la verifica dell’identità degli gli studenti che sostengono esami a distanza, ai sensi della legge federale del 27 luglio 2006 n. 149-FZ sulle tecnologie dell’informazione e dell’informazione e protezione delle informazioni. Il Ministero ha sottolineato che le università autorizzate procederanno all’identificazione mediante il Sistema biometrico unificato, ma dopo il loro consenso. Inoltre, il Ministero ha osservato che il Sistema fornisce garanzie sul trattamento, la raccolta e l’archiviazione dei dati biometrici, la loro verifica e il trasferimento all’università.

http://government.ru/docs/41688/


Amburgo: HmbBfDI pubblica il rapporto di attività 2020

ll Commissario di Amburgo per la protezione dei dati e la libertà di informazione (“HmbBfDI”) ha pubblicato il suo rapporto di attività 2020. In particolare, il rapporto evidenzia alcuni degli sviluppi chiave del 2020, tra cui: problemi di protezione dei dati derivanti dalla pandemia COVID-19, come quelli relativi alla registrazione dei dati di tracciamento dei contatti e ai sistemi di videoconferenza; procedimento di sanzione pecuniaria per 35,3 milioni di euro nei confronti di H&M Online Shop AB & Co. KG per violazioni della tutela dei dati dei dipendenti; trasferimenti di dati a seguito della sentenza dell’Unione europea nella causa Data Protection Commissioner c. Facebook Ireland Limited, Maximillian Schrems (C-311/18); Il rapporto segnala infine che il numero di violazioni dei dati segnalate derivanti da sistemi violati è più che raddoppiato, passando da 74 a 156.

https://datenschutz-hamburg.de/assets/pdf/29._taetigkeitsbericht_datenschutz_2020.PDF