LPN-Toscana: Ordine psicologi, bullismo e cyberbullismo fenomeni acuti

by with Commenti disabilitati su LPN-Toscana: Ordine psicologi, bullismo e cyberbullismo fenomeni acuti

LPN0613 2 CRO NG01 554 ITA0613;

Firenze, 1 feb. (LaPresse) – “Quello del bullismo e del cyberbullismo è un fenomeno acuto. Nonostante si manifesti da anni, assistiamo a ripetute escalation che non devono essere sottovalutate. Siamo probabilmente davanti a una crisi del sistema dei valori educativi, del senso di rispetto e dei sentimenti verso l’altro. Una questione che ci coinvolge tutti, come società intera”. Lo afferma Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana, dopo l’allarme lanciato dal procuratore generale presso la corte d’appello del tribunale di Firenze, Luciana Piras, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. “Le vittime spesso possono non avere gli strumenti necessari per recuperare psicologicamente dopo essere state aggredite – aggiunge Gulino – Occorre dare un supporto tempestivo a tutti quei minori che rimangono vittime di episodi di bullismo fisico o virtuale, ma anche ai responsabili, spesso molto giovani anche loro. La figura degli psicologi nelle scuole è più che mai fondamentale, per offrire una risposta adeguata a coloro che si ritrovano ad aver bisogno di ascolto e supporto”. Secondo la presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana, “occorre lavorare sulla prevenzione, attraverso un’educazione al digitale, spazi di aggregazione, attraverso un’informazione trasversale giovani-famiglia-scuola”. Per Gulino “la scuola è anche la prima barriera contro le baby gang” ed è “il luogo primario dove si parla e si ascolta, dove i giovani incontrano gli adulti al di là dei confini generazionali”.
fbg/fed
011112 Feb 2023

Cina sfida Usa, AI sul suo motore di ricerca Baidu
Media, prepara alternativa a popolare software ChatGpt

ZCZC0197/AMZ
XSP23031010258_AMZ_W052
R CRO INT W052

(ANSA) – ROMA, 31 GEN – La Cina potrebbe battere sul tempo gli Stati Uniti nell’introduzione di un software di intelligenza artificiale simile a ChatGpt – di cui si parla tanto da settimane – sul suo motore di ricerca Baidu, praticamente il Google cinese. Lo riporta Bloomberg, il lancio dovrebbe avvenire a marzo. Baidu – scrive la testata – ha speso miliardi di dollari nella ricerca sull’intelligenza artificiale, il suo sistema Ernie, un modello di apprendimento automatico addestrato per anni, sarà la base di questo sistema. ChatGpt, lo strumento di intelligenza artificiale di OpenAI, ha acceso Internet sin dal suo debutto pubblico a fine novembre, accumulando più di un milione di utenti in pochi giorni e innescando un dibattito sul ruolo dell’AI nelle scuole, negli uffici e nella vita quotidiana. Microsoft sta investendo miliardi su questo software. E Google ha fatto trapelare che sta mettendo a punto un rivale di ChatGpt che si chiama Sparrow e che potrebbe essere rilasciato nella primavera del 2023. ChatGpt ha anche suscitato l’interesse degli utenti cinesi che hanno condiviso schermate di conversazioni con la piattaforma, nonostante un Internet domestico pesantemente censurato e in gran parte isolato dal resto del mondo. (ANSA).
SAM
2023-01-31 09:54 NNNN

Consumatori all’Ue, ‘cautela su joint venture Big Tlc’. Il 10/2 Bruxelles decide su piano pubblicitario contro major Usa

ZCZC5939/SXA
XEF23030008972_SXA_QBXB
R ECO S0A QBXB

(ANSA) – BRUXELLES, 30 GEN – I consumatori europei vanno in pressing sulla vicepresidente della Commissione europea, Margrethe Vestager, per sollecitare “cautela” nella valutazione, attesa il 10 febbraio, sul piano notificato lo scorso 6 gennaio da Deutsche Telekom, Orange, Telefonica e Vodafone di costituire una joint venture per competere con le Big Tech americane nel mercato della pubblicità online. “Sebbene questa joint venture possa creare un’alternativa ai fornitori di servizi di intermediazione storici nella pubblicità online, è fondamentale che non ostacoli o precluda l’emergere di altri rivali che potrebbero offrire ai consumatori soluzioni più rispettose della privacy”, evidenzia l’Organizzazione dei consumatori Ue (Beuc), in una lettera inviata direttamente a Vestager, chiarendo di partire tuttavia “dal presupposto che la Commissione europea esaminerà a fondo se questa joint venture” non intenda sfruttare la propria posizione di forza “per precludere i rivali”. In parallelo, evidenziano ancora in consumatori, “poiché la joint venture proclama di avere a cuore la privacy, saremmo molto preoccupati sia dal punto di vista del consumatore che da quello dei diritti fondamentali se la Commissione dovesse acconsentire” alla realizzazione del progetto “senza la certezza che rispetti i requisiti previsti nel regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e la direttiva ePrivacy”. L’organizzazione ritiene dunque “essenziale indagare ulteriormente per determinare la legalità della soluzione proposta” e le responsabilità delle parti coinvolte”, consultando anche le autorità per la protezione dei dati e della privacy. (ANSA).
ZVB
2023-01-30 16:41 NNNN

DIGITALE: PER IL SAFER INTERNET DAY A CONFRONTO TELEFONO AZZURRO E GOVERNO E ISTITUZIONI

by with Commenti disabilitati su DIGITALE: PER IL SAFER INTERNET DAY A CONFRONTO TELEFONO AZZURRO E GOVERNO E ISTITUZIONI

ZCZC
ADN0009 7 ECO 0 ADN ECO NAZ

Roma, 27 gen. (Adnkronos) – Mancano pochi giorni al Safer Internet Day 2023, la giornata mondiale dedicata all’uso consapevole e responsabile di Internet che si celebra il 7 febbraio prossimo ed è stata istituita dalla Commissione Europea. Per questa occasione Telefono Azzurro ha promosso due eventi – il 6 e il 7 febbraio – per un confronto con Governo e Istituzioni su come tutelare i bambini dai rischi di internet. L’appuntamento del 6 febbraio è all’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano, dove ci sarà la presentazione del rapporto di Telefono Azzurro. Il 7 mattina, invece, si svolgerà una presentazione della ricerca a Roma alla Camera dei Deputati e mentre nel pomeriggio lo studio sarà illustrato all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Digitale e mondo dell’infanzia, come tutelare bambini e adolescenti di fronte alle nuove sfide è il tema di fondo del confronto visto che, ricorda Telefono Azzurro, sempre più negli ultimi anni si parla di Metaverso, multiverso e nuovi metodi di interazione tramite piattaforme tecnologiche che evolvono rapidamente. Da ciò deriva che ogni settore coinvolto debba formarsi ed aggiornarsi costantemente sulle nuove frontiere verso cui il web si sta dirigendo. Questo nuovo paradigma tecnologico impone una sfida: l’identificazione di tutele maggiori nei confronti di bambini e adolescenti, ponendo il loro valore e la loro dignità al centro del dibattito. Fondazione S.O.S. – il Telefono Azzurro chiama così a raccolta Istituzioni pubbliche e private con l’obiettivo di “lavorare insieme a strategie e azioni comuni, a breve e lungo termine, e condividere strumenti operativi per dar vita ad una proposta di Agenda digitale per bambini e adolescenti, policy normativa di cui l’Italia ancora non è attrezzata”. L’evento, insignito del riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica, costituirà la prima occasione di confronto pubblico tra Telefono Azzurro – da 35 anni interlocutore di riferimento in Italia sui temi della tutela dei diritti dei bambini e dell’infanzia – e il nuovo Governo per promuovere un dialogo fattivo con le istituzioni sulle insidie digitali a cui sono sempre più soggetti i più piccoli, sia nel mondo reale che nel mondo del digitale.

(Sec/Adnkronos)
ISSN 2465 – 1222
27-GEN-23 01:30

GIOVANI. POST COL CONTAGOCCE E PROFILI FAKE, LA NUOVA VITA ONLINE DELLA GENERAZIONE Z IN ITALIA

ZCZC
DIR0181 3 SOC 0 RR1 N/POL / DIR /TXT

(DIRE) Roma, 26 gen. – I social media, almeno nella loro accezione di mezzi di comunicazione basati sulle reti sociali, iniziano a dare i primi segni di cedimento? Seppur ancora non in modo così evidente, osservando come si comportano gli adolescenti e i giovani adulti si potrebbe essere portati a rispondere di sì. Perlomeno in prospettiva. Non tanto per la quantità di persone che riescono a coinvolgere quanto per le modalità con cui vengono utilizzati: sempre più come media, e meno come social. Con l’emergere del fenomeno della fuga dai social già noto all’estero e che, seppur su piccola scala, si comincia ad apprezzare anche tra gli Zedder italiani. A segnalarlo il portale Skuola.net – media edtech di riferimento per gli studenti – attraverso l’indagine “Giovani e Social Network”, che ha coinvolto nelle scorse settimane oltre 5.000 ragazze e ragazzi tra i 9 e i 24 anni. Quindi Generazione Z, ma non solo: ormai tra gli utenti di Skuola.net iniziamo a trovare i primi rappresentanti della Generazione Alpha, che “colonizza” i primi anni delle scuole secondarie. Tornando ai risultati della ricerca, nel campione preso in esame, 8 giovani su 10 risultano iscritti ad almeno una piattaforma social. Il restante 20% non ha un profilo perché troppo giovane per iscriversi oppure perché ha deciso diabbandonare le piattaforme o di non farne parte. I dati più interessanti, però, vengono fuori se l’analisi viene effettuata per fasce d’età. Perché se tra i più grandi (15-24 anni) la quota di iscritti sale al 90%, tra coloro che si apprestano a entrare nell’adolescenza (9-14 anni) – fase in cui generalmente si approda sui social anche se a volte non sarebbe consentito – il distacco dalle piattaforme è sensibile: è vero che il 56% è già iscritto a un social, ma non è detto che la schiera degli utenti aumenterà così nettamente man mano che questi cresceranno. Infatti, solo il 24% del sotto campione dicedi non essere iscritto o di non volersi iscrivere perché non possiede l’età minima consentita, mentre ben il 15% già fa intravedere che non lo farà in quanto “non interessato”.
In ogni caso, come detto, per il momento il sistema regge. Innanzitutto perché anche gli utenti più giovani tendono a essere multipiattaforma: circa 1 su 2 è iscritto a più di tre social network, 1 su 5 è presente su tre piattaforme, altrettanti (22%) su due. Meno di 1 su 10, quindi, si limita a una sola piattaforma. Inoltre, i livelli di fruizione sono davvero alti: quasi tutti (92%) accedono quotidianamente, come minimo, al social di riferimento, a quello più amato. E oltre 4 su 10 entrano ogni giorno su tutte le piattaforme a cui sono iscritti. Passandoci parecchio tempo: il 30% è online almeno un’ora al giorno, il 43% fino a due ore, il 16% mediamente oltre le tre ore. La presenza assidua, però, non significa necessariamente partecipazione attiva. Le ragazze e i ragazzi preferiscono restare dietro le quinte, se non addirittura rendersi “invisibili”. L’uso che Gen Z e Gen Alpha fanno dei social, infatti, è abbastanza passivo: la stragrande maggioranza (72%) li sfrutta principalmente per guardare i contenuti degli altri, il altrui, appena il 3% cerca nei social soprattutto una vetrina per mettersi in mostra, postando a ripetizione. Una modalità di fruizione che fa il paio anche con la quantità di contenuti prodotti ogni giorno: solo l’8% non può dire conclusa la giornata se non ha postato qualcosa, a cui fa da contraltare un ben più consistente 22% che non posta mai, ma proprio mai. In mezzo, tutte le sfumature: chi pubblica un contenuto qualche volta a settimana (17%), al mese (20%) o all’anno (33%). Un quadro che, alla fine, si riflette nelle motivazioni per cui si usano le piattaforme. Che avvalorano quanto detto sinora. L’intrattenimento puro è l’obiettivo della maggior parte degli utenti: il 70% scrolla il feed delle varie App per divertirsi con i contenuti prodotti da altri. Parecchio sfruttata anche la possibilità, tramite i social, di restare in contatto con amici e conoscenti: lo dice il 64%. Ma c’è pure spazio per l’informazione: il 61% sulle piattaforme cerca anche notizie. Il 52% spera di imparare cose nuove, il 48% ne approfitta pure per seguire personaggi famosi e influencer. Solamente il 15% ha l’obiettivo, tra l’altro, di far sapere ai suoi contatti come la pensa, appena l’11% lo fa per mettersi semplicemente in mostra.
E poi ci sono quelli che sui social ci sono ma non si vedono. Perlomeno nella loro vera essenza. E sono tantissimi: addirittura 1 giovane su 3 ammette che al profilo “ufficiale” ne affianca anche uno falso, assumendo una differente identità a seconda dei casi. Per quale motivo si ricorre al profilo fake? Soprattutto per conoscere nuove persone senza esporsi troppo (30%) ma anche per controllare gli altri sotto mentite spoglie (22%) o per aggirare eventuali blocchi del profilo reale da parte di altri utenti (16%). Il social che attrae maggiormente le nuove generazioni? Si conferma, a furor di popolo, Instagram: è utilizzato da quasi 9 giovani su 10. La concorrenza di TikTok, su questo target, si fa però sentire: alla piattaforma cinese sono iscritti oltre 8 su 10. Terzo gradino del podio per un social sui generis: YouTube, su cui entra spesso e volentieri oltre 1 su 2. “Negli ultimi tempi sta cambiando in maniera profonda la fruizione dei social media da parte delle nuove generazioni: se solo qualche anno fa era quasi impossibile trovare un adolescente non iscritto a un social e non affetto da sindrome da post compulsivo, oggi non è poi un evento così peregrino. L’abbandono dei social da parte della Generazione Z e, ancor di più, da parte della successiva Generazione Alpha, inizia infatti a essere un fatto misurabile, seppur non ancora mainstream. Mentre è sicuramente diventata comune una fruizione passiva dei contenuti prodotti dagli altri. Insomma, la dimensione ‘mediatica’ delle piattaforme sta crescendo rispetto a quella ‘sociale’ originaria. Che comunque resta importante: è infatti la seconda motivazione d’uso, dietro solo alla finalità di intrattenimento, che oggi sembra essere la principale ragione d’accesso ai social. Senza dimenticare che, ormai, anche questi sono diventati luoghi d’elezione per informarsi e per imparare nuove cose”, commenta così i dati della ricerca Daniele Grassucci, Head of Content and Communication di Skuola.net.

(Com/Red/ Dire)
06:10 26-01-23
NNNN

Digitale: caos password, a breve ne potrebbe bastare una sola

ZCZC
AGI0768 3 ECO 0 R01 /

(AGI) – ROMA, 23 GEN – Una password. Una. Per posta, telefonino, account, abbonamenti e servizi di ogni tipo. Per molti, alle prese con improvvisi vuoti di memoria, post-it e appunti sparsi in ogni angolo della scrivania, sarebbe un sogno. E sarebbe anche molto piu’ sicuro. Ecco, a breve potrebbe essere realta’.
Si chiama Passkeys il sistema a cui stanno lavorando Apple, Google e Microsof. Si tratta di buona sostanza di una password che viene digitata come quando vogliamo sbloccare un normale smartphone, ovvero con il riconoscimento biometrico o un pin (o una combinazione delle due).
Tecnicamente si tratta di una password che permette l’accesso ad un server (per il quale si dispone di un account) che a sua volta contiene password create per ogni sito registrato. Quando si accede al servizio il sistema controlla che la password salvata nei server e quella salvata sul dispositivo combacino e permette l’autenticazione.

Tecnicamente complicato, praticamente rapido.

Come usare una carta di credito, processo che richiede varie fasi di autenticazione, che non coinvolgono pero’ alcuna azione dell’utente, e che rende “l’esperienza piu’ o meno la stessa ovunque si vada” ha spiegato Derek Hanson, vicepresidente di Yubico, societa’ che sta lavorando all’architettura del sistema.

I vantaggi dal punto di vista della praticita’ sono evidenti. Dal punto di vista della sicurezza passkey permette: una password per ogni servizio (quindi in caso di violazione dei dati i danni provocati da malintenzionati sono piu’ contenuti) e consente di abbinare la porzione di password presente nel server a quella presente nel device utilizzato (e questo rende decisamente piu’ complicato il lavoro di eventuali hacker).

(AGI)Rib 231641 GEN 23).

RS
2023-01-16 18:18 NNNN

GIRA UN VIDEO E DIVENTA “AMBASCIATORE DELLA PRIVACY”. IL CONTEST DEL GARANTE PRIVACY DEDICATO ALLE SCUOLE

(GARANTE PRIVACY) – COMUNICATO STAMPA, 20 GEN – ira un video e diventa “ambasciatore della privacy”.

Il Garante per la protezione dei dati personali lancia un concorso per gli studenti delle scuole superiori di secondo grado chiamandoli a realizzare un video per spiegare ai coetanei cosa è per loro la privacy e come tutelarla.

L’iniziativa del Garante, realizzata con il supporto tecnico di Skuola.net, ha lo scopo di coinvolgere insegnanti e ragazzi in progetti di informazione e sensibilizzazione sul valore dei dati personali e sull’importanza di difenderli, soprattutto nella dimensione digitale.

L’Autorità mette a disposizione degli istituti scolastici che intendono partecipare un apposito kit didattico per sviluppare percorsi di formazione su temi di grande impatto, soprattutto per i più giovani, tra i quali, in particolare il cyberbullismo; i furti di identità; il revenge porn; la profilazione on line; gli assistenti digitali; i dispositivi indossabili; i deepfake.

Al temine dei percorsi formativi, le classi coinvolte dovranno realizzare dei brevi video sugli argomenti affrontati con i docenti, promuovendo azioni di sensibilizzazione e informazione sulla protezione dei dati e l’educazione digitale. Gli studenti diventeranno quindi, idealmente, degli “ambasciatori della privacy” al fianco del Garante.

Una giuria di esperti valuterà i video realizzati e procederà ad assegnare 3 premi – rispettivamente del valore di 3.000, 1.500 e 1.000 euro – che le scuole vincitrici potranno destinare ad acquisti di tecnologie per la didattica.

Il kit didattico e il regolamento del contest – con tutte le informazioni utili per partecipare e i dettagli sui requisiti tecnici dei video – sono consultabili su www.gpdp.it/ambasciatoriprivacy e https://ambasciatoriprivacy.it.

IMMEDIAPRESS/KASPERSKY E LE MINACCE PER LE AZIENDE NEL 2023: MEDIA BLACKMAIL, FAKE DATA LEAK E PIU’ ATTACCHI VIA CLOUD

(Adnkronos) – Milano, 18 gennaio 2023. I ricercatori di Kaspersky Security Services hanno condiviso le loro previsioni sulle minacce informatiche del prossimo anno, a cui grandi aziende e pubbliche amministrazioni dovrebbero prepararsi. Tra queste, i criminali informatici utilizzano i media per ricattare le aziende, segnalando presunte fughe di dati e ottenendo gli accessi iniziali delle società precedentemente compromesse sulla darknet. Il seguente report fa parte del Kaspersky Security Bulletin (KSB), una serie annuale di previsioni e report analitici sui principali cambiamenti nel mondo della cybersecurity consultabile su Securelist.com.

Nell’ambito del Kaspersky Security Bulletin, gli esperti di Kaspersky Security Services – un gruppo che aiuta le aziende a migliorare i sistemi di sicurezza esistenti e ad attrezzarli per affrontare le nuove minacce – hanno esaminato le minacce che saranno più rilevanti per le grandi aziende e le pubbliche amministrazioni nel prossimo anno.

Blackmailing: i post degli hacker con un countdown per le fughe di dati

Gli autori di ransomware pubblicano sempre più spesso post dedicati a nuovi episodi di hacking di successo eseguiti ai danni di aziende. Il numero è cresciuto nel 2022 e il picco massimo ha superato i 500 post mensili, verificandosi più volte tra la fine del 2021 e la prima metà del 2022. All’inizio del 2021 gli esperti contavano 200-300 post mensili. I cyber criminali sono stati attivi anche alla fine dell’anno scorso: a settembre e novembre, la Digital Footprint Intelligence di Kaspersky ha rilevato rispettivamente circa 400 e 500 post.

I criminali informatici prima contattavano direttamente la vittima ora invece comunicano la violazione direttamente attraverso i loro blog, impostando un conto alla rovescia per la pubblicazione dei dati trapelati, senza chiedere privatamente un riscatto. Questo dark trend continuerà ad aumentare nel 2023 perché, a prescindere dal fatto che la vittima paghi o meno, questa tattica avvantaggia i criminali informatici. I dati, infatti, vengono spesso messi all’asta e l’offerta finale a volte supera il riscatto richiesto.

I criminali informatici pubblicano post su false fughe di notizie per aumentare la propria credibilità

I blog post sull’estorsione attirano l’attenzione dei media e nel 2023 alcuni attori meno noti potrebbero approfittarne, sostenendo di aver presumibilmente violato un’azienda. Indipendentemente dal fatto che l’hacking sia realmente avvenuto o meno, una segnalazione di fuga di notizie potrebbe danneggiare l’azienda. La soluzione per garantire la sicurezza identificare tempestivamente questi messaggi e avviare un processo di risposta simile a quello utilizzato per gli incidenti di sicurezza delle informazioni.

Ancora fughe di dati personali ed e-mail aziendali a rischio

Gli esperti prevedono che la tendenza alla fuga di dati personali continuerà anche nel 2023. Nonostante influisca direttamente sulla privacy delle persone, anche la cybersecurity aziendale messa a rischio. Spesso infatti i dipendenti utilizzano gli indirizzi e-mail lavorativi anche per registrarsi a siti di terze parti, che possono essere esposti a fughe di dati. Quando le informazioni sensibili come gli indirizzi e-mail diventano pubblicamente accessibili, possono suscitare l’interesse dei criminali informatici e innescare discussioni su potenziali attacchi all’azienda su siti web darknet; inoltre, i dati possono essere utilizzati per il phishing e il social engineering.

Malware-as-a-service, attacchi attraverso il cloud e dati compromessi provenienti dal dark web

Gli esperti prevedono inoltre che gli attacchi ransomware diventeranno sempre più simili a causa dell’aumento degli strumenti malware-as-a-service (MaaS). La complessità degli attacchi aumenterà, il che significa che i sistemi automatizzati non saranno sufficienti a garantire una sicurezza completa. Inoltre, la tecnologia cloud diventerà un vettore di attacco popolare, poiché la digitalizzazione porta con sé maggiori rischi per la cybersecurity. Inoltre, nel 2023 i criminali informatici ricorreranno più spesso ai siti dark web per acquistare l’accesso a organizzazioni precedentemente compromesse.

Per proteggere l’azienda dalle minacce Kaspersky consiglia di:
• Tenere sempre aggiornato il software su tutti i dispositivi utilizzati per evitare che gli attaccanti si infiltrano nella rete sfruttando le vulnerabilità. Installare le patch per le nuove vulnerabilità il prima possibile. Una volta scaricata, gli attori delle minacce non possono più sfruttarla.
• Usare le informazioni più recenti di Threat Intelligence per essere sempre al corrente degli attuali TTP utilizzati dagli attori delle minacce.
• Utilizzate la Digital Footprint Intelligence per aiutare gli analisti della sicurezza a esaminare la situazione delle risorse aziendali da parte di un avversario, scoprire tempestivamente i potenziali vettori di attacco a loro disposizione e regolare di conseguenza le difese.
• In caso di incidente, il servizio Kaspersky Incident Response consente di reagire e ridurre al minimo le conseguenze, in particolare di identificare i nodi compromessi e di proteggere l’infrastruttura da attacchi simili in futuro.

Messina Denaro: eccessivo pubblicare referti e dettagli strettamente clinici

(GARANTE PRIVACY) – COMUNICATO STAMPA, 18 GEN – Anche in casi di vicende di assoluto interesse pubblico, riguardanti persone che si sono macchiate di crimini orribili, la pubblicazione integrale di referti, o la diffusione di dettagli particolareggiati presenti nelle cartelle cliniche relativi a patologie, non appare giustificata.

E’ quanto ribadisce il Garante che richiama l’attenzione di media, siti web e social media al rigoroso rispetto del principio di essenzialità fissato dalle Regole deontologiche per l’attività giornalistica.

L’Autorità ha già avviato iniziative di sua competenza.

Sanità: liste di attesa, Garante privacy avvia istruttoria su algoritmo Regione veneto

(GARANTE PRIVACY) – COMUNICATO STAMPA, 18 GEN – Il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato alla Regione Veneto una richiesta di informazioni per verificare la conformità alla normativa privacy di una delibera, in base alla quale non sarebbero più i medici di medicina generale a scegliere la classe di priorità della prestazione richiesta per il paziente, ma un sistema basato sull’intelligenza artificiale. Sarebbe in sostanza un algoritmo a stabilire i tempi di attesa per le prestazioni prescritte.

Di fronte ad un possibile trattamento su larga scala di dati particolarmente delicati come quelli sulla salute, che coinvolgerebbe peraltro un numero rilevante di pazienti, il Garante ha deciso di avviare un’istruttoria. L’iniziativa della Regione era stata segnalata da alcuni articoli di stampa.

Entro 20 giorni la Regione Veneto dovrà comunicare all’Autorità ogni elemento utile alla valutazione del caso, precisando in particolare se l’attribuzione della classe di priorità delle prestazioni sanitarie (urgente, breve, differita, programmata) sia realmente effettuata in forma automatizzata, attraverso algoritmi. L’indicazione della classe di priorità non sarebbe, peraltro, modificabile dal medico.

La Regione dovrà indicare la norma giuridica alla base del trattamento, la tipologia di algoritmo utilizzato, i data base e i tipi di informazioni e documenti clinici che verrebbero trattati.

Dovrà inoltre specificare le modalità utilizzate per informare gli assistiti dell’iniziativa, fornire elementi sulla valutazione di impatto effettuata e indicare il numero di pazienti coinvolti dal trattamento.