Le iniziative delle altre Autorità

MÀS QUE UN MÒVIL | L’Autorità garante spagnola promuove una campagna per l’uso responsabili del cellulare da parte dei minori

L’Agenzia Spagnola per la Protezione dei Dati (AEPD) e l’UNICEF Spagna stanno portando avanti la campagna “Màs que un mòvil” (Più che un cellulare), mirata allo scopo di sensibilizzare i genitori sui rischi che derivano da un uso non responsabile dello smartphone da parte dei loro figli.

Secondo i dati del rapporto UNICEF Spagna relativo all’impatto della tecnologia sull’adolescenza, l’età media di accesso al primo dispositivo mobile per uso personale nel Paese è inferiore agli 11 anni. Inoltre, il rapporto mostra che quasi il 95% degli adolescenti ha un telefono cellulare con connessione a Internet, ma soltanto il 29,1% degli intervistati afferma che i genitori stabiliscono regole per l’uso della tecnologia, solo il 24% dichiara di avere a disposizione un tempo limitato per l’utilizzo dei dispositivi e il 13,2% di poter accedere a contenuti limitati.

AEPD e UNICEF forniscono, quindi, alle famiglie la “Guida che non arriva con il cellulare”, una serie di raccomandazioni per incoraggiare il dialogo e favorire un approccio attivo all’educazione dei figli, trasmettendo valori e, soprattutto, informazioni sufficienti a garantire un uso responsabile del cellulare.

La guida elenca 10 punti chiave che i genitori devono tenere in considerazione prima di regalare un cellulare ai propri figli:

  1. Pianificare l’arrivo del telefono cellulare
  2. Supervisionare e definire regole e limiti
  3. Curarsi dei dati sui social network
  4. Interessarsi ai videogiochi
  5. Sapere con chi parlano i ragazzi
  6. Stimolare il senso critico
  7. Essere aperti all’aiuto
  8. Essere responsabili dei propri figli
  9. Garantire uno spazio di disconnessione
  10. Verificare come si sentono i ragazzi nella loro vita digitale

Alla campagna “Màs que un mòvil” partecipano compagnie telefoniche – Movistar, Orange, Vodafone e Yoigo – e reti televisive – Atresmedia, Mediaset, RTVE, Movistar Plus+ e Vodafone TV –. Inoltre, JC Decaux trasmette lo spot sulla propria segnaletica stradale e nei centri commerciali, mentre Metro de Madrid e EMT Madrid diffondono l’iniziativa sui rispettivi canali.

La campagna è, peraltro, compresa nelle azioni di divulgazione del Patto Digitale per la protezione delle persone, promossa sempre dall’AEPD, che riunisce più di 400 organizzazioni e associazioni.

“Fotografa la tua sorellina nuda”, “Uccidi tuo padre”: l’inquietante chat con l’app di intelligenza artificiale

#daleggere il pezzo di Chiara Tadini su Today

È un pezzo che fa male più di un cazzotto nello stomaco specie se, come fa la Tadini, si fa lo sforzo di immedesimarsi nella mente di un’adolescente che scelga di avere per amico uno dei chatbot di Replika ma è un pezzo che va letto e messo al centro di un dibattito che non possiamo attendere a affrontare anche e soprattutto nella dimensione politica e in relazione al quale, probabilmente, non si possono attendere i tempi della regolamentazione europea sull’intelligenza artificiale che verrà. Specie per i più piccoli i rischi sono troppo elevati e lo sono oggi.

Lo sfruttamento dei baby influencer, una questione di privacy e responsabilità genitoriale

#daleggere il pezzo di Lucia Lipari su HuffingtonPost

Da non perdere il pezzo di Lucia Lipari, appena pubblicato su HuffingtonPost a proposito della sovraesposizione mediatica alla quale, sempre più spesso, i genitori “condannano” i più piccoli a caccia di like, consensi e in un numero modestissimo di casi, denari.

Il fenomeno, noto come sharenting, ha potenzialità lesive enormi per il naturale sviluppo dei più piccoli e miete vittime in tutto il mondo.

Ha ragione da vendere Lucia quando dice che i tempi sono maturi perché la politica se ne occupi come sta iniziando a accadere nel resto d’Europa e non solo.

È una questione ormai divenuta urgente e, anzi, improcrastinabile della quale, peraltro, ho scritto di recente con Michela Massimi, nel nostro libretto, La privacy spiegata semplice ai più piccoli (e ai loro genitori), uscito per i tipi di Mondadori.

Privacy Daily – 17/2023

L’innovazione tecnologica sta aprendo una nuova frontiera nell’agenda di sviluppo dei Paesi di tutto il mondo. Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (AI) ha avuto ed avrà sempre più un impatto profondo sulle questioni globali in agricoltura, sanità, istruzione. Esiste un enorme potenziale nello sfruttare gli strumenti di intelligenza artificiale per aumentare la crescita economica, ma i vantaggi economici e sociali di questa tecnologia rimangono geograficamente concentrati, principalmente nel Nord del mondo. L’ intelligenza artificiale potrebbe contribuire fino a 15,7 trilioni di dollari all’economia globale entro il 2030. Mentre tutte le regioni dell’economia globale trarranno vantaggio dall’intelligenza artificiale, il Nord America e la Cina vedranno i maggiori guadagni in termini di PIL. I paesi del Sud del mondo registreranno aumenti più moderati a causa di tassi molto più bassi di adozione delle tecnologie di intelligenza artificiale. Non sorprende che le nazioni sviluppate con più potere economico siano generalmente in una posizione migliore ed effettuare grandi investimenti in ricerca e sviluppo per sviluppare e implementare una tecnologia di intelligenza artificiale sempre più avanzata. Tuttavia, c’è un impegno da parte dei paesi del Sud del mondo a utilizzare l’intelligenza artificiale, come articolato in varie strategie nazionali come AIForAll dall’India. Uno studio di Oxford Insight su 181 Paesi del mondo evidenzia come aree geografiche del Sud del mondo siano maggiormente penalizzate nello sviluppo dell’AI, in particolare Africa subsahariana, alcuni paesi dell’Asia centrale e meridionale e alcuni Paesi latinoamericani. Senza un ambiente operativo favorevole, le disparità che gli strumenti di IA possono comportare, sono destinate ad alimentare le disuguaglianze globali.

Meta fa causa a Voyager Labs, per la presunta creazione falsi account Facebook al fine di sottrarre i dati degli utenti e alimentare la sua tecnologia predittiva. Secondo The Guardian, nel 2021 Voyager Labs potrebbe aver venduto uno dei suoi servizi al dipartimento di polizia di Los Angeles: si parla di previsioni sui profili più inclini a commettere reati in futuro. La causa pendente presso il tribunale federale della California descrive in dettaglio le attività che Meta afferma di aver scoperto nel luglio 2022, sostenendo che Voyager avrebbe utilizzato un software di sorveglianza, basato su account falsi, per raccogliere dati da Facebook e Instagram, ed anche Twitter, YouTube, LinkedIn e Telegram. Voyager avrebbe creato e gestito più di 38mila falsi account Facebook per raccogliere informazioni da oltre 600mila utenti del social network, inclusi post, Mi piace, elenchi di amici, foto, commenti e informazioni da gruppi e pagine, secondo quanto riportato nella denuncia

Un gruppo di hacker ha pubblicato su Internet un’enorme quantità di file sensibili dal Dipartimento di polizia della San Francisco Bay Area, comprese accuse specifiche di abusi sui minori. Tra i file del sistema del Bay Area Rapid Transit System (BART) violati anche sei rapporti che dettagliano sospetti abusi su minori con il nome e la data di nascita dei bambini e la descrizione di un adulto e del presunto abuso.

English Translation

Technological innovation is opening a new frontier in the development agenda of countries around the world. In recent years, artificial intelligence (AI) has had and will increasingly have a profound impact on global issues in agriculture, health, and education. There is enormous potential in harnessing artificial intelligence tools to increase economic growth, but the economic and social benefits of this technology remain geographically concentrated, mainly in the Global North. Artificial intelligence could contribute up to $15.7 trillion to the global economy by 2030. While all regions of the global economy will benefit from artificial intelligence, North America and China will see the greatest gains in terms of GDP. Countries in the Global South will see more moderate increases due to much lower rates of adoption of artificial intelligence technologies. Unsurprisingly, developed nations with more economic power are generally in a better position to make large investments in research and development to develop and implement increasingly advanced artificial intelligence technology. However, there is a commitment from countries in the global South to utilise artificial intelligence, as articulated in various national strategies such as AIForAll from India. An Oxford Insight study of 181 countries around the world shows that geographic areas in the Global South are most disadvantaged in the development of AI, particularly Sub-Saharan Africa, some Central and South Asian countries, and some Latin American countries. Without a favourable operating environment, the inequalities that AI tools can contribute to global inequality.

Meta is suing Voyager Labs, for allegedly creating fake Facebook accounts in order to steal user data and feed its predictive technology. According to The Guardian, in 2021 Voyager Labs may have sold one of its services to the Los Angeles Police Department: it is said to have predicted which profiles are most likely to commit crimes in the future. The lawsuit pending in California federal court details the activities Meta claims to have uncovered in July 2022, alleging that Voyager used surveillance software, based on fake accounts, to collect data from Facebook and Instagram, and also Twitter, YouTube, LinkedIn and Telegram. Voyager allegedly created and maintained more than 38 thousand fake Facebook accounts to collect information from more than 600 thousand users of the social network, including posts, likes, friend lists, photos, comments, and information from groups and pages, according to the complaint.

A group of hackers posted a huge amount of sensitive files from the San Francisco Bay Area Police Department on the Internet, including specific allegations of child abuse. Among the Bay Area Rapid Transit System (BART) files hacked were six reports detailing suspected child abuse with the name and date of birth of the children and a description of an adult and the alleged abuse.

Video figlia Eva Kaili: Garante privacy, grave lesione della riservatezza del minore

Il comunicato del Garante

Video figlia Eva Kaili: Garante privacy, grave lesione della riservatezza del minore

Gira sul web il video della figlia di Eva Kaili, la ex vicepresidente dell’Europarlamento, che ritrae la bambina che arriva al carcere di Haren, in Belgio, in visita alla madre.

Il video – privo di un qualsiasi interesse pubblico rispetto alla vicenda dell’eurodeputata – non solo viola la riservatezza e l’anonimato della bambina, ma risulta lesivo della sua personalità e del suo sviluppo psico-fisico, comportando la permanenza in rete di immagini per un tempo potenzialmente infinito e privando, di conseguenza, la bambina del diritto a non doversi ritrovare, in un prossimo futuro, a rivivere certi tristi momenti.

Il Garante per la protezione dei dati personali invita dunque gli organi di stampa, i siti di informazione e i social media ad astenersi dal diffondere il video e richiama l’attenzione al rispetto delle regole deontologiche nell’esercizio dell’attività giornalistica e della Carta di Treviso, che impongono una tutela rafforzata per i più piccoli e di non pubblicare dettagli che, anche indirettamente, consentano di identificare un minore.

L’Autorità Garante si riserva interventi di sua competenza nei confronti delle testate che hanno violato le regole deontologiche.

Roma, 9 gennaio 2023

Qui la versione originale sul sito del Garante

Le iniziative delle altre Autorità

Il Garante tedesco, lancia due nuovi opuscoli per i bambini

Inauguriamo oggi una nuova rubrica nella quale periodicamente racconteremo le iniziative e i provvedimenti delle altre Autorità di protezione dei dati personali europee e non europee.

L’Autorità garante federale tedesca per la protezione dei dati personali e la libertà d’informazione (BfDI) ha pubblicato due nuove uscite della serie “Pixi”, libricini a fumetti dedicati alle tematiche connesse alla privacy.

Il primo, intitolato “Ma perché?!” (“Aber warum?”), è dedicato alla trasparenza, il secondo affronta il tema della libertà d’informazione (“Was ist Informationsfreiheit?”).

Entrambi si propongono di spiegare ai piccoli lettori l’importanza di fare – e di farsi – tante domande: chiedendo si può ottenere molto ed è sempre un bene conoscere il perché delle cose.

Il BfDI offre tutti e due i libri gratuitamente fino ad esaurimento scorte, esclusivamente in formato cartaceo.

C’è però una versione video disponibile online della stessa serie “Pixi”.