Cose [difficili] da Garante ;-)

Videosorveglianza (intelligente e non intelligente): troppa o troppo poca?

Ieri in un bell’articolo, molto tecnico, su La Repubblica, Andrea Monti suggeriva che quelli che lui chiama  i solerti “difensori della privacy” stiano un po’ esagerando, in qualche caso a colpi di pregiudizi infondati nel limitare il ricorso, da parte delle forze di polizia, al riconoscimento facciale intelligente. Oggi un lettore del Resto del Carlino, ovviamente ponendosi su un piano diverso, da non addetto ai lavori, in una lettera al giornale, sostiene che si stia esagerando persino con la videosorveglianza non intelligente e chiude chiedendo: “E chi ci garantisce la tutela della nostra privacy?“.

Come fai sbagli, verrebbe da dire.

Ovviamente, avendo, peraltro, a suo tempo firmato da relatore il provvedimento sul SARI Real Time – il software di riconoscimento facciale intelligente “live” che il Ministero dell’Interno, avrebbe voluto utilizzare – ho un’idea abbastanza precisa sulla questione ma prima di esprimerla più compiutamente mi piacerebbe continuare a raccogliere opinioni diverse, il più diverse possibile direi.

PRIVACY DAILY | 2/2023

È da leggere il rapporto della Polizia Postale 2022 appena pubblicato.

Racconta di un’attività straordinaria dalla parte dei più fragili ma, purtroppo, al tempo stesso offre uno spaccato di una società digitale lontana anni luce da quella che vorremmo nella quale, specie i più piccoli, non possono sentirsi al sicuro. C’è tanto da lavorare.

Arriva, invece, dagli Stati Uniti, un’ulteriore conferma, per la verità non necessaria e della quale avremmo tutti fatto volentieri a meno, della pericolosità delle tecnologie di riconoscimento facciale applicate alla repressione del crimine con un uomo arrestato e trattenuto per una settimana in prigione perché ritenuto colpevole – a causa di un errore di un sistema di riconoscimento facciale intelligente – di furti che non aveva mai commesso.

Si chiama Pig Butchering Scam ed è una delle ultime e più efficaci tecniche, essenzialmente basata sull’ingegneria sociale, per svuotarci il portafogli – specie quello digitale – dopo essersi conquistati la nostra fiducia e averci fatto credere di volercelo, in realtà riempire. Wired, in un bell’articolo da non perdere, racconta come funziona.