Privacy Daily – 22 dicembre 2021

Esaminando come coesisteranno il Digital Markets Act dell’UE e il GDPR

Nel podcast “Digital Brief” di Euractiv, Luca Bertuzzi ha parlato con il presidente del Hunton Andrews Kurth Center for Information Policy Leadership Bojana Bellamy, CIPP/E, dei punti di interazione tra la proposta di legge sui mercati digitali dell’UE e il regolamento generale sulla protezione dei dati.

https://www.euractiv.com/section/digital/podcast/how-the-dma-gdpr-will-work-together/


L’ICO del Regno Unito raccomanda miglioramenti della protezione dei dati per il sistema di test-and-trace del NHS

L’ufficio del Commissario per le informazioni del Regno Unito ha raccomandato modifiche al sistema di test e tracciamento del servizio sanitario nazionale per rafforzare la protezione dei dati personali.

https://ico.org.uk/about-the-ico/news-and-events/news-and-blogs/2021/12/ico-and-nhs-test-and-trace-agree-data-protection-improvements-following-consensual-audit/


Linee guida sulla mitigazione dei rischi legati al trattamento dei dati personali

Thomas Zerdick, Head of Technology and Privacy del Garante europeo della protezione dei dati, ha pubblicato un post sul blog sulla mitigazione dei rischi nel trattamento dei dati personali, descrivendo la pseudonimizzazione come una “tecnica fondamentale”.

https://edps.europa.eu/press-publications/press-news/blog/pseudonymous-data-processing-personal-data-while-mitigating_en

Privacy Daily – 10 dicembre 2021

Apple ha lasciato uno spiraglio a Facebook e Snap per la raccolta dei dati?

Secondo il Financial Times Apple avrebbe consentito agli sviluppatori di app di raccogliere dati dal suo miliardo di utenti iPhone per pubblicità mirata.

https://www.ft.com/content/69396795-f6e1-4624-95d8-121e4e5d7839


Biometrica e sicurezza negli aeroporti

I sistema di sicurezza negli aeroporti stanno vedendo sempre più l’impiego della biometrica anche per ridurre i tempi di verifica dei viaggiatori.

https://www.nytimes.com/2021/12/07/travel/biometrics-airports-security.html


Meta ritarda i piani di crittografia su Facebook e Instagram fino al 2023

Meta avrebbe ritardato i piani per implementare la crittografia end-to-end su Facebook e Instagram fino al 2023 per problemi di sicurezza dei bambini, secondo quanto riporta la BBC News.

https://www.bbc.com/news/technology-59373959

Privacy Daily – 23 novembre 2021

WhatsApp rivede l’informativa sulla privacy in Europa

La BBC News riporta che WhatsApp sta riscrivendo la sua informativa sulla privacy in Europa e nel Regno Unito a seguito di una multa di 225 milioni di euro emessa dalla Commissione per la protezione dei dati dell’Irlanda per presunte violazioni del Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’UE.

https://www.bbc.com/news/technology-59348921


EDPB rilascia una dichiarazione sulle strategie digitali e dei dati dell’UE

Il Comitato europeo per la protezione dei dati ha pubblicato le sue raccomandazioni alle proposte legislative della Commissione europea riguardante le strategie digitali e dei dati.

https://iapp.org/news/a/edpb-issues-statement-on-eu-digital-data-strategies/


Meta ritarda i piani di crittografia su Facebook, Instagram fino al 2023

La società madre Meta ha ritardato i piani per implementare la crittografia end-to-end su Facebook e Instagram fino al 2023 per problemi di sicurezza dei bambini, riporta BBC News.

https://iapp.org/news/a/meta-delays-encryption-plans-on-facebook-instagram-until-2023/

Governare il futuro – Tante, troppe applicazioni pericolose negli store

by with Commenti disabilitati su Governare il futuro – Tante, troppe applicazioni pericolose negli store

Sono 813mila le applicazioni complessivamente rimosse nel primo semestre del 2021 dagli store di Apple e di Google perché, per una ragione o per l’altra, insicure.

Una vera ecatombe di app che, però, sono state utilizzate da milioni di utenti e restano installate su milioni di dispositivi.

È impietosa, preoccupante, allarmante la fotografia del mercato delle applicazioni per smartphone e tablet che rimbalza dal rapporto pubblicato la scorsa settimana da Pixalate.

Nello scaricare un’app dai due grandi supermercati online gestiti da Apple e Google c’è davvero poco da star tranquilli perché spesso, molto spesso si spalancano le porte dei nostri dispositivi a spioni di ogni sorta.

E non parliamo di applicazioni ai margini del mercato, dimenticate, ignote o non considerate dagli utenti.

Le app cancellate dal Play Store di Google nei primi sei mesi del 2021, prima di essere cancellate, erano state complessivamente scaricate oltre 9 miliardi di volte.

Mentre le app cancellate dall’Apple store erano state oggetto di quasi 22 milioni di recensioni da parte degli utenti.

Eppure, tanto per fare qualche esempio, il 25% delle applicazioni cancellate dal Play Store erano semplicemente e completamente prive di un’informativa sulla privacy e altrettanto capitava per il 59% delle app cancellate dall’Apple Store.

Insomma, centinaia di migliaia di applicazioni installate da milioni di utenti che non si preoccupavano neppure di spiegare a questi ultimi chi avrebbe fatto cosa con i dati personali raccolti attraverso l’uso dell’app e, naturalmente, men che meno di riconoscere agli utenti qualsivoglia diritto in relazione ai dati personali.

Una situazione che definire allarmante è probabilmente poco.

Eppure una situazione che impallidisce davanti all’altra che rimbalza dallo stesso rapporto: il 66% delle applicazioni ora cancellate dal Play Store, una volta installate sui dispositivi degli utenti, attivavano, in assenza di qualsivoglia autorizzazione, una serie di funzionalità straordinariamente invasive.

In qualche caso il GPS dello smartphone o del tablet così da raccontare al fornitore dell’app dove il suo utilizzatore si trovava, in altri casi addirittura la cam del dispositivo così da permettere al fornitore e, magari, anche a terzi persino di guardare dentro casa degli utenti o di guardarli in faccia.

Taiwan per le applicazioni rimosse dal Play Store e la Cina per quelle rimosse dall’Apple Store i Paesi di produzione della più parte delle app rimosse.

Ma, nella più parte dei casi, non è neppure dato sapere da dove arrivassero le applicazioni ora cancellate.

E, come se non bastasse, in oltre l’80% dei casi, le applicazioni pericolose erano app destinate a bambini under dodici.

Uno scenario da non credere eppure drammaticamente documentato nella sua esistenza e consistenza dai numeri.

Continua a leggere o ascolta il podcast su HuffPostItalia.

Privacy Week – Nuovo appuntamento

Nuovo appuntamento con Privacy Week, la rubrica di #Cosedagarante in cui proviamo a mettere in fila i temi dei quali probabilmente si tornerà a parlare nei mesi e negli anni a venire.

Guarda il video e scopri di più.

Governare il futuro – Trump alla sfida dei social

by with Commenti disabilitati su Governare il futuro – Trump alla sfida dei social

Si chiama Truth, Verità, il social network che Donald Trump, ex Presidente degli Stati Uniti d’America ha appena annunciato di stare per lanciare per dare battaglia a Facebook, Twitter, Google & c.

I grandi social network, dopo i fatti di Capitol Hill lo avevano messo alla porta con decisioni di varia intensità ma, comunque, capaci di ridurlo a un silenzio mediatico al quale non era decisamente abituato.

Ora Donald The Trump dichiara loro guerra.

“Ho creato TRUTH Social – ha dichiarato Trump in un comunicato stampa – per resistere alla tirannia della Big Tech. Viviamo in un mondo in cui i talebani hanno un’enorme presenza su Twitter, eppure il tuo presidente americano preferito è stato messo a tacere. Questo è inaccettabile.”.

E poi ha aggiunto: “Sono entusiasta di inviare la mia prima verità su TRUTH Social molto presto. TMTG – ovvero la sua nuova società che gestirà il social network – nasce con la missione di dare voce a tutti. Sono entusiasta di iniziare presto a condividere i miei pensieri su TRUTH Social e di combattere contro le Big Tech. Tutti mi chiedono perché qualcuno non si oppone alla Big Tech? Bene, lo faremo presto noi!”.

Una mossa attesa da tempo e più volte annunciata quella dell’ex Presidente americano che, nei mesi scorsi, aveva prima lanciato e poi chiuso una piattaforma online – più simile a un blog personale che a un social network – con la quale, probabilmente, aveva immaginato di poter recuperare, almeno in parte, un pulpito digitale dal quale arringare i suoi milioni di follower.

Ma non è andata così.

Continua a leggere o ascolta il podcast su HuffPostItalia.

Governare il futuro – Davvero la privacy dei rifugiati vale così poco?

La notizia rimbalza dalla Giordania dove sembra che, nei campi gestiti dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, per comprare cibo e ritirare denaro al bancomat questi ultimi siano identificati attraverso l’iride.

Decine di migliaia di rifugiati, ogni giorno, si metterebbero in fila davanti ad appositi dispositivi, spalancherebbero gli occhi e si farebbero leggere l’iride per farsi identificare e, quindi, accedere ora a soldi, ora a cibo.

Prima di alzare le spalle e ritenere che sia tutto normale o, magari, addirittura moderno e efficiente vale la pena fermarsi a pensare un istante che l’impronta dell’iride è un dato biometrico ovvero un dato biologicamente univoco che identifica una persona e dunque uno dei dati personali che è più pericoloso cada nelle mani sbagliate perché a differenza di una password è, semplicemente, insostituibile.

Ci sarà, d’altra parte, una ragione per la quale, con poche, comunque preoccupanti eccezioni, nel mondo libero, per fortuna, l’identificazione delle persone attraverso l’iride non è utilizzata né nei supermercati, né agli sportelli bancomat.

Eppure, evidentemente, farebbe comodo anche li, anzi, forse ancora più comodo visto il maggior numero di utenti di quei servizi.

Continua a leggere o ascolta il podcast su HuffPostItalia.